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Torino

Cani, gatti, cinghiali e lupi: cambia il rapporto tra piemontesi e animali

di Redazione -


Il rapporto tra persone, animali e territorio sta cambiando anche in Piemonte. A fotografare questa trasformazione è la relazione annuale presentata in Consiglio regionale dal Garante per i diritti degli animali della Regione Piemonte, Paolo Guiso, che mette in evidenza come dietro molte segnalazioni non vi siano soltanto questioni legate al benessere animale, ma anche situazioni di disagio sociale ed economico.

Nel 2025 la maggior parte delle richieste di intervento ha riguardato gli animali d’affezione, soprattutto cani e gatti. La loro presenza nelle famiglie è aumentata sensibilmente dopo la pandemia e, parallelamente, sono cresciute anche le difficoltà connesse alla gestione degli animali negli ambienti urbani. In alcuni casi vengono segnalati animali tenuti in numero eccessivo o in condizioni non adeguate, fino alle situazioni più gravi riconducibili al maltrattamento.

La relazione sottolinea però come frequentemente all’origine di questi problemi vi siano condizioni personali difficili. Povertà, disagio sociale o psicologico, dipendenze, difficoltà economiche e situazioni di non autosufficienza possono infatti incidere sulla capacità di garantire agli animali cure e condizioni di vita appropriate.

Le segnalazioni diventano così anche uno strumento per leggere le trasformazioni della società piemontese. Il ruolo del Garante consiste non soltanto nel raccogliere le richieste dei cittadini, ma anche nel favorire il coordinamento tra Comuni, servizi veterinari, forze dell’ordine, associazioni e istituzioni, soprattutto nei casi più complessi.

Un altro fronte riguarda la crescente presenza di animali selvatici e specie sinantrope negli spazi frequentati dall’uomo. Gabbiani, nutrie, scoiattoli grigi, rapaci, cornacchie, ricci, tassi, volpi e cinghiali sono ormai abituali anche nelle aree urbane e periurbane. A questi si aggiungono, con maggiore frequenza, segnalazioni relative alla presenza dei lupi nei pressi dei centri abitati.

Il progressivo assottigliarsi del confine tra città e natura pone nuove domande sulla sicurezza, sui comportamenti corretti da adottare e sulle competenze degli enti chiamati a intervenire. Per Guiso diventa quindi fondamentale osservare l’evoluzione delle popolazioni animali anche indipendentemente dal numero delle segnalazioni, così da individuare tempestivamente eventuali criticità.

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