Salari, l’Eurotower scommette sulla linea di Giorgetti
Per una volta, dall’Eurotower d’avorio arriva una notizia che l’Italia può leggere con fiducia. Philip Lane, capo economista della Bce, prevede che nel 2027 e nel 2028 i salari cresceranno più dell’inflazione, consentendo alle famiglie di recuperare parte del potere d’acquisto perduto. Non è una promozione politica del governo Meloni, sia chiaro (è pur sempre Francoforte), ma un’indicazione economica importante.
Questa prospettiva si inserisce in una fase nella quale l’Italia ha scelto di tenere insieme sostegno ai redditi e prudenza sui conti. È la linea del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, fatta di cautela sul debito, rispetto degli impegni Ue e interventi fiscali mirati, dal taglio del cuneo alla revisione dell’Irpef. Ovvio che non basta il rigore a far crescere gli stipendi, servono produttività, occupazione, investimenti e un’inflazione sotto controllo. Ma la stabilità finanziaria è dirimente: per un Paese fortemente indebitato, evitare di alimentare il costo degli interessi significa preservare risorse per famiglie, imprese e servizi. È anche vero che la previsione della Bce resta una scommessa. Se però verrà confermata, il recupero dei salari reali sarà la risposta più concreta a anni di rincari. E potrebbe dimostrare che la prudenza, quando non diventa immobilismo, può rivelarsi una politica economica vincente.
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