Carburanti, nuovi rialzi nonostante il calo del petrolio. Il gasolio supera i 2,34 euro
Record storici alla pompa. Le imprese dell'autotrasporto: “Rischio stop dei mezzi per mancanza di liquidità”
La frenata delle quotazioni petrolifere internazionali, favorita dai segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran, non basta a raffreddare i listini alla pompa. Secondo Staffetta Quotidiana, il gasolio continua a macinare record storici, superando oggi quota 2,34 euro al litro. E con il nuovo aumento dell’accisa previsto per sabato, la soglia dei 2,4 euro appare ormai a portata. In lieve rialzo anche la benzina, mentre Gpl e metano mostrano oscillazioni contenute.
I numeri della giornata: gasolio verso nuovi massimi
Questa mattina, 22 settembre, i prezzi medi in modalità self sulla rete stradale nazionale risultano: Benzina: 2,156 €/l (+0,001), Gasolio: 2,341 €/l (+0,005), Gpl: 0,748 €/l (invariato), Metano: 1,880 €/kg (+0,006). Sulla rete autostradale: Benzina: 2,248 €/l (+0,003), Gasolio: 2,422 €/l (+0,008), Gpl: 0,885 €/l (invariato), Metano: 1,795 €/kg (-0,002). Le compagnie ritoccano ancora i listini. Eni aumenta di un centesimo benzina e gasolio, mentre Q8 applica rialzi più consistenti, +5 cent sulla benzina e +6 sul diesel.
L’allarme: “Mezzi fermi per mancanza di liquidità”
La situazione sta diventando insostenibile per le imprese dell’autotrasporto. Cna Fita avverte che, senza interventi immediati, “numerosi mezzi pesanti rischiano di rimanere fermi nei piazzali non per uno sciopero, ma perché le aziende non avranno più la liquidità necessaria per acquistare il gasolio”. I crediti d’imposta e il taglio delle accise introdotti dal Governo non bastano più a compensare l’escalation dei costi energetici e operativi.
La proposta: un Patto sociale sui carburanti
Per evitare che l’emergenza diventi irreversibile, Cna Fita chiede un Patto sociale sui carburanti che preveda l’applicazione vincolante del fuel surcharge con sistema pubblico di calcolo e sanzioni, delle risorse straordinarie per la liquidità delle imprese, senza distinzioni legate alla massa dei veicoli, la semplificazione e accelerazione dei crediti d’imposta, un aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, includendo incidenza del carburante e costi dei noli marittimi, un piano nazionale di sicurezza nelle aree di sosta contro i furti di gasolio e un’iniziativa del Governo in sede Ue per deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzazione dell’Iva sulle accise e riduzione della soglia del gasolio commerciale.
Il rischio è che i camion si fermino davvero
“La proclamazione di un fermo resta l’extrema ratio”, sottolinea l’associazione. “Ma qui non si tratta di annunciare una protesta: il rischio concreto è che i camion si fermino perché le imprese non hanno più le risorse per fare rifornimento”. Per Cna Fita serve subito un intervento organico per garantire la continuità dell’autotrasporto, settore essenziale per l’intera economia nazionale.
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