Monaldi, il Riesame conferma la sospensione di Oppido. Revocata la misura per la vice Bergonzoni
La decisione del Tribunale di Napoli nell'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico Caliendo
Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato la misura interdittiva della sospensione temporanea dalla professione medica nei confronti di Guido Oppido, mentre ha annullato il provvedimento disposto per la vice Emma Bergonzoni. La decisione arriva al termine delle udienze svoltesi nelle scorse settimane per esaminare i ricorsi presentati dai legali dei due professionisti. Entrambi risultano indagati, insieme ad altri soggetti, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Domenico Caliendo, il bambino di due anni deceduto dopo un trapianto di cuore fallito all’ospedale Monaldi di Napoli. Tra le ipotesi di reato contestate dagli inquirenti figura anche il falso nella cartella clinica. Le indagini sono condotte dai carabinieri del Nas e coordinate dalla Procura di Napoli, con il pubblico ministero Giuseppe Tittaferrante e l’aggiunto Antonio Ricci.
La posizione di Bergonzoni: misura revocata ma indagini aperte
Diversa la valutazione del Riesame per Emma Bergonzoni. Il collegio ha infatti disposto la revoca della misura cautelare interdittiva, ritenendo venute meno le esigenze cautelari che ne avevano giustificato l’applicazione. Un provvedimento che, secondo la parte civile, non modifica il quadro indiziario emerso nel corso delle indagini e non rappresenta una valutazione di merito sulle responsabilità contestate.
Le parole della famiglia: “Gli atti si sono fatti sentire”
“Prendiamo atto, con serenità, della decisione del Tribunale del Riesame”, ha dichiarato l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico. “La misura cautelare nei confronti del dottor Guido Oppido resta dov’era. L’aveva disposta il Gip, il Riesame l’ha confermata. Due giudici hanno letto le stesse carte e sono arrivati alla stessa conclusione. A noi non sorprende. Sorprende piuttosto che la difesa abbia potuto confidare nel contrario”. Sul caso Bergonzoni, il legale sottolinea che “gli indizi non si sono dissolti: con il passare del tempo sono venute meno le esigenze cautelari, e nient’altro. Chi volesse spacciarla per un’assoluzione è avvisato fin d’ora”.
L’avvocato Petruzzi ha inoltre evidenziato l’atteggiamento mantenuto dalla famiglia durante l’inchiesta: “In questi mesi abbiamo scelto di non alzare la voce e di lasciar parlare gli atti. Gli atti, evidentemente, si sono fatti sentire. La presunzione di innocenza resta un principio che rispettiamo. Così come rispettiamo, oggi con particolare convinzione, le decisioni dei giudici”.
Attesa per i prossimi sviluppi giudiziari
La vicenda resta ora nelle mani della magistratura. Sarà il futuro processo, qualora si arrivi a dibattimento, a stabilire eventuali responsabilità nella morte del piccolo Domenico Caliendo, un caso che continua a suscitare forte attenzione nell’opinione pubblica e nel mondo sanitario campano. “Domenico non c’è più. Il resto lo stabilirà il processo, e noi ci saremo”, conclude il legale della famiglia.
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