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Ambiente

Crisi in Medio Oriente, Ue al fianco dei pescatori: in arrivo 760 milioni di euro 

di Marco Montini -


Le conseguenze economiche e commerciali del conflitto in Iran si stanno facendo sentire anche nel settore della pesca e della acquacoltura. Per questa ragione, la Commissione Europea, presieduta da Ursula von der Leyen, ha deciso di correre ai ripari e aiutare il comparto ittico, attivando fondi d’emergenza per 760 milioni di euro.

Una boccata di ossigeno in questo momento delicato e complesso, che punta a compensare il caro energia e i costi operativi degli addetti europei. L’avvio del meccanismo di crisi del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (EMFAF) è stato accolto con sollievo e soddisfazione dal governo italiano, tra i primi a richiedere a Bruxelles interventi concreti per aiutare la pesca contro le pesanti ripercussioni economiche causate dalla crisi in Medio Oriente.

Il provvedimento

Il provvedimento Ue, dunque, vuole tutelare l’intera filiera ittica: dai pescatori ai trasformatori, fino ai rivenditori, assicurando ristori finanziari per le perdite subite. E saranno direttamente gli esecutivi nazionali a gestire l’erogazione dei finanziamenti e a stabilire se e come offrire tale sostegno agli operatori locali, con l’Unione Europea che cofinanzierà una parte delle spese ritenute ammissibili.

“L’attivazione del meccanismo di crisi per la pesca e l’acquacoltura da parte della Unione Europea – sottolinea il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida – è un risultato straordinario raggiunto grazie all’Italia”.

L’attenzione del governo al problema: il ministro Lollobrigida

Nell’ultimo Agrifish, il governo Meloni aveva richiamato l’attenzione dell’Unione Europea sull’impatto preoccupante dell’aumento dei costi energetici causato dalle tensioni internazionali: “Ci siamo fatti capofila nel sollecitare una risposta per sostenere un settore vitale già vessato da politiche ideologiche che ne avevano ridotto drasticamente la capacità operativa.

Oggi abbiamo una risposta importante, che va nella direzione auspicata dall’Italia, quella di garantire continuità operativa alle imprese, salvaguardare l’occupazione e difendere la sovranità alimentare europea.

È fondamentale – conclude Lollobrigida – che l’Europa continui su questa strada, abbandonando approcci ideologici e rafforzando strumenti straordinari di intervento capaci di rispondere alle crisi reali che colpiscono lavoratori e imprese. L’Italia rappresenta un punto di riferimento politico chiaro nell’Unione europea e questa ne è la dimostrazione”.

Le dichiarazioni delle categorie

Sulla falsariga il sottosegretario al Masaf, il senatore Patrizio La Pietra: “L’attivazione del meccanismo di crisi dell’Unione Europea per i settori della pesca e dell’acquacoltura è un segnale importante nei confronti del comparto della pesca italiana ed europea. Il ministro Lollobrigida, a nome del governo italiano, aveva chiesto una presa di posizione chiara da parte di Bruxelles e la decisione odierna risponde in pieno alle istanze dei pescatori di cui ci siamo fatti carico fin dal primo giorno di governo.

I rincari del carburante stanno producendo una ricaduta negativa sull’operatività delle nostre marinerie, che non poteva più essere ignorata, a meno di pagarne le inevitabili conseguenze per il futuro del settore. In ogni riunione del Consiglio Agrifish, in ogni contesto europeo, l’Italia ha rimarcato il valore insostituibile del comparto della pesca e oggi, con orgoglio e soddisfazione per i riscontri avuti alle nostre sollecitazioni, portiamo a casa un risultato significativo per i nostri pescatori e per la produzione ittica di qualità”.

A commentare lo stanziamento dei fondi pro pesca anche Maria Cristina Caretta, Vicepresidente della Commissione agricoltura a Montecitorio, che lo ha definito “una vittoria tutta italiana e un segnale forte nei confronti delle nostre marinerie e di tutti gli operatori del settore”. La meloniana ha infine puntualizzato: “Grazie all’impegno del ministro Lollobrigida e di tutto il governo Meloni la linea italiana di un maggiore ascolto delle istanze dei nostri pescatori è stata accolta.

Finalmente alle prese di posizione ideologiche, fautrici negli anni di danni enormi per il comparto della pesca, si sono anteposte le legittime richieste dei pescatori, che non chiedono trattamenti di favore, ma solo di poter continuare a lavorare e portare sulle nostre tavole cibo di qualità”.


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