L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cultura & Spettacolo

Diaco, dopo il caso Ravagnani torna a parlare della sua unione civile: scoppia la polemica con Sasso

di Angelina De Santis -


Pierluigi Diaco ha scoperto quanto possa essere scomodo parlare della propria vita privata, soprattutto quando a decidere tempi e modi delle confidenze è qualcun altro. Il conduttore di BellaMa’ è finito al centro di una bufera per il trattamento riservato ad Alberto Ravagnani, ex sacerdote e concorrente di Ballando con le Stelle, incalzato davanti alle telecamere sulle proprie preferenze sessuali e sulle eventuali esperienze intime.

Domande insistenti, rivolte a un ospite visibilmente in difficoltà, quasi a volergli strappare una confessione che lui aveva chiaramente mostrato di voler evitare. Ravagnani aveva persino dichiarato il proprio disagio, ricevendo in cambio ulteriori sollecitazioni e il richiamo a un presunto dovere di sincerità verso il pubblico.

Le reazioni

Le reazioni sono arrivate da destra e da sinistra, oltre che dai social, dove il comportamento del conduttore ha suscitato critiche particolarmente dure. Milly Carlucci ha definito inaccettabile l’accaduto, mentre la vicenda ha provocato divisioni anche nel consiglio di amministrazione Rai. Sono stati inoltre presentati un esposto all’Ordine dei giornalisti e una segnalazione al Codacons, in attesa di eventuali valutazioni degli organismi competenti.

L’unione civile

In questo clima, il racconto della propria unione civile con il giornalista Alessio Orsingher assume un significato particolare. Potrebbe persino sembrare un gesto riparatore, un modo per riportare il discorso sulla libertà di vivere e raccontare i propri affetti. C’è però un dettaglio che rende il confronto interessante. Diaco ha scelto personalmente quando parlare della propria intimità, mentre in passato, incalzato su argomenti analoghi, aveva preferito mantenere una certa riservatezza. La stessa libertà che Ravagnani avrebbe voluto esercitare durante l’intervista.

Contenuti «gender»

Il racconto del matrimonio, in particolare della scelta di condividere il tavolo del ricevimento con i figli degli amici, risale tuttavia a settembre, dunque precede la vicenda Ravagnani. Proprio quelle dichiarazioni avevano provocato l’intervento di Rossano Sasso, deputato di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci, che aveva richiamato la proposta di una fascia televisiva protetta dalle 6 alle 23 contro contenuti definiti «gender» e omosessuali.

Sasso aveva precisato che il partito intendeva intervenire sui contenuti ritenuti capaci di influenzare i bambini, anziché sull’orientamento sessuale dei conduttori. Diaco aveva rivendicato la propria autonomia editoriale e ricevuto solidarietà anche dalla Rai.

Sasso e le critiche

Rilette alla luce della polemica di questi giorni, quelle dichiarazioni acquistano un significato diverso. Il conduttore che aveva difeso il diritto di raccontare liberamente la propria storia è lo stesso che ha preteso da Ravagnani risposte su questioni intime, arrivando a rimproverargli la reticenza davanti alle telecamere. E proprio questa differenza di trattamento, più delle dichiarazioni politiche di Sasso, continua ad alimentare le critiche sul suo modo di condurre le interviste.

LEGGI QUI TUTTE LE NEWS DI CULTURA E PETTACOLO


Torna alle notizie in home