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Economia

Oltre le Midterm: l’export in Usa tiene

A rassicurare il mercato sono la stabilizzazione del quadro sui dazi e le opportunità legate al piano di investimenti americano da 3.500 miliardi di dollari

di Giorgio Brescia -


All’indomani del voto di Midterm negli Stati Uniti, l’impatto degli equilibri politici sull’interscambio con l’Italia appare all’insegna della continuità. «Al di là di chi ha vinto, l’andamento dell’export del Made in Italy verso gli Usa continuerà a rimanere solido», evidenzia Lucio Miranda, presidente di ExportUsa, commentando l’esito elettorale alla luce del recupero del 3% registrato nei primi mesi del 2026, che supera la flessione del 2% del 2025.

Quale export in Usa dopo le Midterm?

A rassicurare il mercato sono la stabilizzazione del quadro sui dazi e le opportunità legate al piano di investimenti americano da 3.500 miliardi di dollari per infrastrutture e intelligenza artificiale, destinato a stimolare una forte domanda di beni dall’Italia.

Gli obblighi in Usa

Sul fronte operativo emerge tuttavia la necessità imposta da Washington per l’Importer of Record. Una figura che richiede piena trasparenza sulla filiera di approvvigionamento e sull’identità dell’esportatore, pena il blocco delle merci in dogana.

Per le aziende italiane, quindi, la risposta strategica si sposta sulla necessità di una presenza diretta oltreoceano tramite la costituzione di filiali operative negli States.

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