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Il film – scandalo su Musk, tutte le facce di Elon

Ad accompagnare le immagini la colonna sonora di David Byrne, che canta Let Me Sell You a Dream

di Angelo Vitale -


Quattro ore, 19 minuti in più di “Via col vento”, ma senza alcuna storia d’amore: solo un miliardario pieno di ego, fan urlanti e 29 miliardi di sussidi pubblici inghiottiti tra razzi spaziali e batterie fallate.

Il film su Musk

A Venezia 83 il premio Oscar Alex Gibney ha calato l’asso con “Musk”, il docufilm che punta a smontare il capitalista più rumoroso del mondo. Un ritratto spietato che trasforma il salvatore della Silicon Valley in una versione cupa e distopica del Mago di Oz. Elon, manco a dirlo, al Lido non s’è fatto vedere.

Ha rifiutato l’intervista, agitato querele legali e tentato di sbarrare la strada alla produzione. Ma Gibney non s’è perso d’animo: s’è fabbricato un “Muskbot”, un avatar digitale in Ai che pronuncia, parola per parola, le sue vere dichiarazioni.

Un cortocircuito grottesco

Il re del transumanesimo viene sbugiardato dal suo stesso simulacro artificiale. Sullo schermo sfilano testimonianze al veleno: l’ex moglie Justine e l’ex compagna Ashley — che pur di parlare davanti alle telecamere ha rifiutato un accordo di riservatezza milionario —, fino al padre Errol.

Nel mezzo, Gibney mette in scena una cavalcata acida tra auto elettriche, sogni marziani e l’acquisizione di Twitter, montata come un game splatter dove i licenziamenti diventano l’eliminazione fisica dei dipendenti negli uffici.

Ad accompagnare la resa dei conti, la colonna sonora di David Byrne, che canta Let Me Sell You a Dream sfumando la voce nei proclami di Elon. «Come abbiamo potuto permetterlo?», s’interroga il regista nei primi minuti. «La gente voleva credere al mito», gli fa eco la voce del pubblico sbigottito.

La risposta è un compendio di fumo, spavalderia incel, furbizia finanziaria e politica d’assalto, dalle opulente mance della Casa Bianca al blitz nel Doge. Musk vende illusioni a caro prezzo e spaccia per progresso quello che è solo un vorace monopolio privato. Gibney raccoglie i cocci di un’epoca credulona e conclamata. Il re è nudo, dura quattro ore e da oggi farà più paura a tutto il mondo.

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