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Esteri

La Casa Bianca inserisce gli Anarchici italiani nella lista Usa dei terroristi

Nel mirino la Federazione anarchica informale – Fronte rivoluzionario internazionale

di Redazione -

Scudi in plexiglass, caschi, torce di segnalazione nautica, diverse batterie multiple di razzi, decine di petardi e fumogeni. E ancora: fionde, liquido infiammabile, bastoni e maschere antigas. Un vero e proprio arsenale è stato sequestrato questa mattina dalla digos della questura di Torino, durante lo sgombero del centro sociale ex Lavatoio di corso Benedetto Brin 21, nella periferia nord del capoluogo piemontese. Per gli investigatori si trattava di una base logistica dell'area più dura del movimento anarco-insurrezionalista, quella che aveva creato violenti disordini durante la manifestazione del 4 marzo 2023, in solidarietà ad Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41 bis. Per quelle violenze sono state eseguite, ad aprile di quest'anno, 19 misure cautelari e ci sono 75 persone indagate, con accuse per devastazione e violenza a pubblico ufficiale aggravata, 09 luglio 2024. NPK ANSA / Ufficio stampa Polizia di Stato +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++


Gli anarchici italiani nella lista Usa dei terroristi: è questa la svolta annunciata dalla Casa Bianca, che ha inserito la Federazione anarchica informale – Fronte rivoluzionario internazionale (FAI/FRI) nell’elenco ufficiale delle organizzazioni terroristiche straniere. Una decisione insolita per gli Stati Uniti, che solitamente concentrano le proprie designazioni su gruppi jihadisti o su realtà con una comprovata attività transnazionale. Il provvedimento arriva nel quadro della campagna lanciata dal presidente Donald Trump contro gli attivisti Antifa, intensificatasi dopo l’uccisione del commentatore conservatore Charlie Kirk. L’amministrazione ha puntato il dito contro militanti antifascisti e anarchici attivi in Germania, Italia e Grecia, accusati di promuovere forme di violenza politica contro obiettivi considerati di destra.

La linea di Rubio

Il Segretario di Stato Marco Rubio ha definito l’inserimento dei gruppi anarchici stranieri nella lista nera come parte dello “storico impegno di Trump nel contrastare la violenza politica di Antifa”. Rubio ha sostenuto che i gruppi affiliati al movimento si rifacciano a ideologie “anarchiche o marxiste”. Intrise, sostiene, di “antiamericanismo, anticapitalismo e anticristianesimo”, utilizzate – secondo l’amministrazione – per giustificare aggressioni sia negli Stati Uniti sia all’estero.

Nella lista anche gruppi di altri paesi

Oltre agli anarchici italiani nella lista dei terroristi, figurano anche l’Antifa Ost tedesco – uno dei cui membri è stato processato a Budapest per aggressioni contro neonazisti – e due sigle greche. Lotta Proletaria Armata e Autodifesa di Classe Rivoluzionaria. La designazione prevede il congelamento di eventuali beni negli Stati Uniti, il divieto di ingresso nel Paese e la criminalizzazione di ogni forma di supporto materiale ai gruppi indicati.

Chi sono gli anarchici italiani

La FAI/FRI italiana, da non confondere con la storica e non violenta Federazione anarchica italiana, affonda le sue origini nel 21 dicembre 2003. Al’epoca rivendicò l’esplosione di due cassonetti vicino all’abitazione dell’allora presidente della Commissione europea Romano Prodi. Da quella prima azione si sono federate quattro sigle interne. Solidarietà internazionale, Brigata 20 luglio – Carlo Giuliani, Cooperativa artigiana fuoco e affini e Ccccc. Le azioni dirette rivendicate o attribuite alle cellule FAI/FRI hanno spesso fatto uso di ordigni rudimentali, plichi incendiari e dispositivi esplosivi collocati contro obiettivi simbolici.

Come operano gli anarco-insurrezionalisti

Gli anarco-insurrezionalisti operano in cellule autonome, legate da una forte solidarietà interna e da una comune ideologia anti-statale. Tra i bersagli tradizionali rientrano forze dell’ordine, rappresentanti istituzionali, banche, poste, agenzie del lavoro e multinazionali. Un contesto distinto dall’anarchismo movimentista, che invece si concentra su proteste di piazza e mobilitazioni come quelle dei No Tav e dei movimenti no green pass. A unire le varie anime dell’area antagonista restano tre battaglie trasversali: carcere, antifascismo e diritto alla casa. Ora, però, la decisione della Casa Bianca rischia di ridefinire profondamente la percezione internazionale del fenomeno. Ma anche di riaccendere il dibattito sull’efficacia – e sui rischi politici – di includere gli anarchici italiani nella lista dei terroristi.


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