Hacker filorussi rivendicano attacco ai supermercati
Il video online: l'azione rivendicata da NoName057(16) e Zpentest
Sarebbero stati due gruppi di hacker filorussi a mandare in tilt i supermercati di mezza Europa, Italia compresa. Lo riporta il Tg1 sui social. Si sarebbe trattato di un’azione portata a termine dal gruppo di attivisti di NoName057(16) in collaborazione con Zpentest. Un video, rilanciato in rete proprio dagli account social del telegiornale della rete ammiraglia Rai, rivendicherebbe l’azione all’operato dei due gruppi. Un filmato di quarantasette secondi che spiegherebbe le ragioni e le modalità dell’hackeraggio che ha costretto l’Europa a fare i conti con l’ennesima debolezza.
Gli hacker filorussi rivendicano l’attacco ai supermercati
La posizione dei gruppi filorussi di hacker che hanno attaccato i supermercati è chiara: “Abbiamo mostrato i costi della digitalizzazione all’Occidente”. Un’opportunità ma, come ogni fenomeno umano, un’insidia. È il vecchio discorso dello strumento che non è né buono né cattivo in sé: dipende come si usa. Ecco, la stessa identica cosa. Intanto, però, sui fatti proseguono le indagini della polizia postale. L’inchiesta, accertata la matrice cybercriminale dell’attacco, è partita e toccherà agli agenti fare chiarezza attorno all’episodio e alle responsabilità.
I consumatori chiedono di blindare la filiera
Intanto, mentre gli hacker filorussi rivendicano l’attacco ai supermercati, i consumatori chiedono di blindare la filiera. “La strategia di chi conduce questi attacchi potrebbe cambiare, per questo dobbiamo essere pronti a individuare ogni possibile segnale di compromissione della catena del freddo”, ha fatto sapere Federconsumatori. Che ha spiegato: “Per gli operatori della distribuzione, della logistica alimentare e della refrigerazione è necessario adottare immediatamente le misure raccomandate dall’Acn: verifica dell’esposizione su Internet dei sistemi di controllo e teleassistenza, loro separazione dalle reti aziendali, accessi da remoto protetti con Vpn e autenticazione a più fattori, controllo degli account e sostituzione dei dispositivi non più supportati dai produttori”.
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