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Esteri

Nessun invito a parlare per il sindaco di New York

Il no della famiglia del sergente caduto in Iran all’intervento di Mandami

di Cinzia Rolli -


DALLA NOSTRA INVIATA

Angel Sarah Rampersad, 28 anni, è tra i soldati statunitensi uccisi il 17 luglio durante un attacco missilistico iraniano alla base aerea di Muwaffaq Salti in Giordania.

Cresciuta in una famiglia di Ozone Park, a Queens, New York, si è laureata al John Jay College of Criminal Justice di New York e si è arruolata nell’esercito seguendo le orme dello zio.

Non vi è ancora certezza se, nei giorni immediatamente successivi alla tragedia, il giovane sindaco abbia fatto visita ai familiari di Rampersad, un gesto che rappresenta una radicata consuetudine per le cariche istituzionali della comunità d’origine.

Le esequie si sono svolte comunque venerdì mattina presso la chiesa Calvary Assembly of God of Ozonz Park, la parrocchia di famiglia.

La cerimonia

La cerimonia è stata scandita da canti gospel e ricordi commoventi pronunciati da familiari e commilitoni.

Ai funerali hanno preso parte figure politiche importanti locali tra cui la governatrice dello Stato di New York, Kathy Hochul, e il sindaco Zohran Mamdani.

La sepoltura definitiva si è svolta al Long Island National Cemetery, un cimitero militare nazionale situato a Farmingdale, nello Stato di New York.

La bara è stata scortata sul posto da un corteo d’onore composto da polizia e veterani di guerra.

L’esclusione di Mamdani

Nonostante la sua rilevanza istituzionale, il sindaco Mamdani è rimasto escluso dagli interventi ufficiali della giornata. Seduto quasi nell’anonimato della quarta fila, tra il pubblico, il primo cittadino non è mai stato invitato a salire sul pulpito.

Secondo i testimoni presenti, man mano che le autorità venivano chiamate senza che lui venisse interpellato, si mostrava visibilmente frustrato e contrariato.

Fonti vicine alla famiglia del soldato caduto in guerra riferiscono che la decisione di non far parlare il sindaco è partita direttamente dai parenti di Angel Rampersad, sostenitori del governo Trump.

I congiunti hanno voluto evitare qualsiasi polemica legata alla figura del primo cittadino della Grande Mela, preferendo concentrare l’attenzione sul grave lutto subito.

Alla fine della cerimonia funebre lo staff dell’inquilino di City Hall ha provveduto a diffondere pubblicamente il testo del discorso che Mamdani avrebbe dovuto leggere in chiesa, denominandolo “Remarks as prepared” ovvero “Osservazioni pronte per la consegna”. Eccone in breve il contenuto.

Il contenuto del discorso del sindaco Mamdani

Si dice spesso che i nostri caduti abbiano dato il loro domani per il nostro oggi. Il sergente Rampersad amava i domani che l’aspettavano: compleanni, mattine ordinarie, serate passate con i suoi cari. Ma lei ha rinunciato a ognuno di loro affinché noi potessimo avere i nostri, così da poter stare qui oggi, sicuri e protetti”.

Frank Morano, consigliere comunale al primo mandato, ha dichiarato: “Sono rimasto sorpreso che il sindaco non abbia parlato; non capivo perché avessero fatto intervenire funzionari di grado inferiore e non Mamdani”.

Negli ultimi giorni il capo dell’amministrazione cittadina è stato fortemente criticato per aver ignorato i problemi quotidiani degli abitanti  newyorkesi, compresa l’epidemia di Legionella che ha causato sette vittime tra i residenti.

Le critiche mosse al sindaco di NY

Zohran Mamdani viene duramente criticato da concittadini e avversari politici per aver dato priorità alla propria campagna elettorale in un momento di profonda crisi per la città.

Ed il veto della famiglia Rampersad segna un precedente in cui la diffidenza verso le istituzioni progressiste supera il protocollo e mette in luce la profonda radicalizzazione delle posizioni della città di New York.

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