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Cronaca

Il pugno duro del Viminale, 60 perquisizioni in tutta Italia

Continua la manovra del governo per prevenire sul nascere l'istigazione e la preparazione di disordini nei weekend

di Dave Hill Cirio -

L'esito di una perquisizione a Como dello scorso 23 ottobre nell'ambito del piano di sicurezza del Viminale


La strategia del Ministero dell’Interno di fronte alla recente ondata di disordini urbani continua a muoversi su due pilastri essenziali: tolleranza zero contro i disordini e prevenzione capillare sul fronte digitale.

La manovra del governo

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha espresso con fermezza la posizione dell’esecutivo, avvertendo che “la forza dello Stato prima o poi presenta il conto” e confermando il rafforzamento dei presidi di sicurezza nelle città ritenute più a rischio.

A sua volta, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato che i recenti provvedimenti governativi servono a fornire strumenti più efficaci per impedire ai violenti di mettere a ferro e fuoco i centri urbani.

La maxi-operazione preventiva e le perquisizioni in 23 città

L’azione del Viminale si è tradotta sul campo in un’imponente manovra di controllo del territorio. Gli agenti della Digos e della Polizia Postale hanno eseguito oltre 60 perquisizioni domiciliari in 23 città italiane. Tra queste Milano, Monza, Roma, Torino, Bologna, Cagliari e Napoli. Misure nei confronti di soggetti sospettati di aver incitato alla violenza nelle chat o di aver pianificato aggressioni e danneggiamenti.

Gli accertamenti, secondo indiscrezioni non ancora confermate, stanno riguardando anche soggetti minorenni tracciati nelle reti di messaggistica.

Il contrasto alla regia digitale

Elemento cruciale dell’indagine è il monitoraggio costante delle piattaforme social (come Instagram, Telegram e WhatsApp), impiegate per organizzare attacchi lampo, promuovere saccheggi e diffondere notizie false atte ad alimentare la tensione.

La Polizia Cyber e la Sezione Antiterrorismo, collaborando con i gestori dei social e ottenendo il tracciamento degli indirizzi IP da Meta, lavorano sui promotori dei canali di protesta suscettibili di essere infiltrati da frange violente.

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