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Kalashnikov e corse clandestine: scandalo a Catania

Sui social immagini di raffiche di armi da fuoco per incitare i puledri: da qui, le indagini

di Angelo Vitale -

(foto repertorio)


Kalashnikov e tifo mafioso alle corse clandestine: scattano le manette a Catania. Non più soltanto pistole a tamburo o scacciacani per incitare i fantini, ma armi da guerra pesante spianate a bordo di scooter in corsa.

Scandalo a Catania

La polizia di Catania ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane del luogo, accusato di porto abusivo di arma da guerra con l’aggravante di aver agito per agevolare il clan mafioso Cappello-Bonaccorsi.

È l’esito delle indagini condotte dalla Squadra Mobile e dalla Squadra a Cavallo della Questura a seguito di una gara illegale svoltasi nell’hinterland etneo.

I video virali e l’ombra del clan Cappello

La svolta investigativa nasce dalle immagini circolate sui social media, dove si vedevano decine di giovani a bordo di motorini scortare i calessi a folle velocità. Intanto, alcuni degli “spettatori” esplodevano raffiche d’arma da fuoco verso il cielo per scandire il ritmo dei puledri.

Dall’analisi dei fotogrammi e dai rilievi scientifici, gli inquirenti della Mobile sono riusciti a identificare l’indagato.

Era lui a imbracciare a volto scoperto il fucile d’assalto tipo kalashnikov durante lo svolgimento della corsa.

L’uso di un’arma automatica da guerra, unito ai contesti criminali di riferimento, ha fatto scattare la contestazione della matrice mafiosa.

I sequestri nelle stalle abusive di San Cristoforo

L’operazione odierna chiude il cerchio su una filiera illecita intercettata già nei mesi scorsi, quando i controlli a tappeto nel quartiere San Cristoforo portarono all’individuazione delle stalle clandestine.

In quell’occasione, la polizia aveva già denunciato due fantini per maltrattamento e partecipazione a gare vietate, ponendo sotto sequestro cavalli privi di tracciabilità chip e notificando sanzioni amministrative per violazioni igienico-sanitarie.

L’arresto odierno del pistolero conferma la saldatura tra le scommesse zoomafioso-clandestine e il controllo capillare del territorio esercitato dai clan catanesi.

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