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Architettura

Il segreto del Marocco: il fortino più antico del Maghreb

Dalla preistoria al Medioevo: la soluzione di un enigma millenario

di Dave Hill Cirio -


Il segreto fortificato del Marocco: scoperta a Oued Beht la più antica struttura difensiva del Nord Africa.

La scoperta

Nel cuore del Marocco nord-occidentale, lungo un crinale nella provincia di Khémisset che domina il corso d’acqua di Oued Beht, uno scavo archeologico ha portato alla luce un ritrovamento straordinario.

Si tratta della più antica struttura difensiva del Nord Africa mai individuata al di fuori della Valle del Nilo, risalente a un periodo compreso tra 3.500 e 4.000 anni fa.

Questa incredibile scoperta, frutto delle ricerche condotte dall’Oued Beht Archaeological Project e pubblicata sulla rivista Libyan Studies, sta riscrivendo la storia profonda del Maghreb e dell’intero Mediterraneo occidentale.

La risoluzione di un enigma lungo un secolo

Il sito di Oued Beht aveva già catturato l’attenzione della comunità scientifica nel 2021, quando venne individuato un insediamento di circa dieci ettari databile tra la metà del IV e gli inizi del III millennio a.C..

L’area era popolata da una fiorente comunità di agricoltori che intratteneva fitti contatti commerciali fin nella penisola iberica. Tuttavia, l’esatta datazione e la reale funzione delle imponenti strutture che delimitavano il settore meridionale del sito rappresentavano un mistero irrisolto da quasi un secolo.

La campagna di scavo

Grazie alla terza campagna di scavo, gli archeologi sono riusciti a svelare cosa si nascondeva al di sotto della muratura visibile in superficie. Le analisi hanno rivelato la presenza di un ampio fossato e di un terrapieno realizzati tra l’inizio e la metà del II millennio a.C.. Diciassette nuove datazioni al radiocarbonio hanno permesso di ricostruire con estrema precisione l’intera sequenza costruttiva dell’opera.

L’ingegneria preistorica e le strategie difensive

Il sistema difensivo sbarrava l’estremità meridionale dell’insediamento, sfruttando abilmente la conformazione naturale del crinale roccioso. Con il passare del tempo, infatti, la comunità decise di spostare il nucleo dell’abitato dalla zona settentrionale, più aperta, verso lo sperone roccioso a sud, decisamente più protetto e difendibile.

Le imponenti dimensioni del complesso testimoniano una straordinaria capacità di pianificazione, organizzazione del lavoro e gestione dello spazio da parte delle popolazioni locali del II millennio a.C..

Nello stesso periodo storico, spingendosi al di là del Mediterraneo, anche le comunità El Argar della penisola iberica meridionale stavano sviluppando insediamenti fortificati. E sperimentavano forme sociali ed economiche sempre più complesse.

Dalla preistoria al Medioevo: una storia millenaria

La frequentazione e l’importanza strategica di Oued Beht si sono protratte a lungo nel tempo. In epoca medievale, l’antico terrapieno venne ulteriormente fortificato con un imponente muro in pietra, affiancato dalla costruzione di un cimitero dello stesso periodo. Queste testimonianze gettano nuova luce sulla storia e sulla continuità insediativa delle comunità rurali del Maghreb medievale.

Una collaborazione internazionale d’eccellenza

La scoperta è il risultato di una cooperazione internazionale guidata dai co-direttori Giulio Lucarini, Youssef Bokbot e Cyprian Broodbank. Lo studio ha visto lavorare insieme l’Istituto di scienze del patrimonio culturale del Cnr e l’Institut National des Sciences de l’Archéologie et du Patrimoine del Marocco. Con loro, l’Università di Cambridge, l’Ismeo Associazione Internazionale di Studi sul Mediterraneo e l’Oriente).

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il ministero della Gioventù, della Cultura e della Comunicazione del Marocco e la comunità locale di Aït Siberne e Khémisset.

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