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Vivosa Apulia Resort, il lusso all inclusive diventa sostenibile

Nel Salento il primo resort italiano B Corp, tra natura e territorio

di Askanews -


Rimini, 20 ott. (askanews) – Trecentocinquanta camere immerse nel Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento e una sfida: conciliare l’ospitalità all inclusive di fascia alta con la tutela di un ecosistema protetto. Vivosa Apulia Resort, primo resort italiano certificato B Corp, ha inserito la sostenibilità nel proprio modello di gestione.

“Siamo un eco resort: dal punto di vista energetico siamo molto sostenibili, per esempio, la plastica è a zero. Abbiamo 350 camere, quindi avere la plastica a zero è un ottimo obiettivo. Abbiamo l’energia attraverso i pannelli fotovoltaici, facciamo xerogardening, abbiamo piantumato e bonificato tutta l’area circostante, quindi è un esempio di come anche l’intervento dell’uomo in un’area protetta e naturale possa far bene all’area stessa”, spiega Veronica Milo, General Manager Vivosa Apulia Resort.

L’altro obiettivo è lasciare sul territorio una parte consistente della ricchezza prodotta. Durante la stagione il resort impiega oltre 500 persone, quasi l’80% provenienti dai comuni vicini, mentre il 95% dei fornitori ha sede in Puglia. Il welfare comprende anche l’asilo gratuito per i figli dei dipendenti e contributi per le attività sportive.

“Abbiamo una Vivosa Academy per tutti i giovani del territorio. I più meritevoli poi avranno una borsa di studio presso di noi e anche un contratto full time”, aggiunge Milo.

Il problema da superare è quello comune a gran parte del turismo salentino: la concentrazione delle presenze nei mesi estivi. Vivosa sta allungando la stagione da aprile a ottobre, puntando sul benessere, sugli eventi aziendali e sui ritiri sportivi.

“Noi stiamo uscendo un po’ dallo schema di business luglio-agosto in Salento – afferma la manager – perché abbiamo tanto altro da offrire. Vivosa è un resort poliedrico, non solo leisure, che combina leisure con Mice e stiamo vedendo che siamo veramente tanto appetibili soprattutto per dei retreat importanti, i retreat aziendali, ma anche retreat sportivi”.

La formula all inclusive non deve necessariamente trattenere gli ospiti dentro la struttura. Le esperienze proposte comprendono la pesca con i pescatori di Torre San Giovanni, le passeggiate in bicicletta tra gli ulivi secolari e l’aperitivo nella pajara, il trullo salentino. Il ricavato, afferma Vivosa, viene destinato ai fornitori locali.

Nel 2026 il resort ha ottenuto per il sesto anno consecutivo il titolo Italy’s Leading All-Inclusive Resort dei World Travel Awards. “Siamo felici di aver vinto il premio World Travel Awards a Londra, miglior all inclusive d’Italia. Vivosa per me è un unicum, nel senso che è un resort ma non è un villaggio, è un all inclusive, però facciamo le experience per cercare di far scoprire il territorio, quindi è qualcosa veramente di speciale”, conclude Veronica Milo.


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