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Politica

Meloni registra la voce contro i deepfake Ai

L'iniziativa della premier: un audio di quattro secondi in cui si presenta: "Io sono Giorgia Meloni"

di Pietro Pertosa -


La premier Giorgia Meloni ha avanzato domanda di registrazione all’Euipo per la sua voce. La richiesta della presidente del consiglio dei ministri, di fronte ai funzionari dell’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, è quella di registrare come se fosse un marchio, un brand. E non per vanità ma, per dribblare i cybercriminali e per proteggere se stessa e i cittadini da eventuali attacchi deepfake, costruiti grazie alle potenzialità dell’intelligenza artificiale, che utilizzino, in maniera impropria la voce.

Meloni, l’Ai e la sua voce

La domanda di registrazione non risulta ancora approvata. Al momento sarebbe ancora oggetto di esame. L’incartamento, con tanto di audio vocale, stata inoltrata all’Euipo dalla Praxi Intellectual Property Spa, una società del Gruppo Praxi specializzata nella consulenza in proprietà industriale e intellettuale, che ha sede anche a Roma. Come riporta Repubblica, la voce che finirà davanti all’ufficio Ue per la tutela della proprietà intellettuale pronuncia per due volte, in quattro volte, la frase: “Io sono Giorgia Meloni”.

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Il precedente e la paura

Non è poi così peregrino il fatto che Meloni voglia tutelarsi e proteggere la sua voce. Nei giorni scorsi, infatti, una notizia ha fatto il giro del web. Dimostrando la forza, e la potenza, dell’intelligenza artificiale messa al servizio dei malintenzionati. È il caso del banchiere Paolo Molesini, già presidente di Fideuram. Una truffa portata avanti con Whatsapp e strumenti di Ai che avevano illuso lo stesso Molesini di parlare con il Ceo di Intesa San Paolo, Carlo Messina, e con un importante avvocato d’affari. Un bottino milionario, quello della truffa. Che non guarda in faccia proprio a nessuno.


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