Peste in Siberia, l’Ue: “Monitoriamo con attenzione”
Peste in Siberia, Bruxelles “monitora con molta attenzione” la situazione. E rassicura l’opinione pubblica: il virus che, nei secoli scorsi, ha mietuto milioni e milioni di vittime, oggi, oltre a essere “assente da cinquant’anni dall’Europa” risulta “trattabile con antibiotici”. Insomma, non ci sarebbe troppo da preoccuparsi. Ma la notizia proveniente da Irkutsk relativa alla morte della tecnica di laboratorio che aveva contratto il contagio preoccupa. Ed è diventato argomento molto dibattuto, non solo in Russia dove si è verificato l’incidente, ma in tutto il mondo.
Peste in Siberia, l’Ue tranquillizza
La Commissione Europea, questa mattina, ha ripetuto di essere “in contatto con l’Ecdc” (il centro europeo di prevenzione delle malattie). E di guardare ai fatti con “molta attenzione”. La questione è semplice. Dalle notizie emerse nel fine settimana una donna, di professione tecnico di laboratorio in un laboratorio specializzato nelle ricerche sul virus della peste polmonare che si trova nella città di Irkutsk, in Siberia, è morta. Perché avrebbe contratto il contagio. A causa di un banale, quanto fatale, incidente: una provetta si sarebbe rotta e il virus l’avrebbe contagiata.
Duecento persone sotto osservazione
Le prime notizie riferiscono che, dopo la morte della ricercatrice a causa del virus della peste, ci sarebbero 200 persone sotto osservazione in Siberia. Il Cremlino, però, non fa drammi. E, contestualmente, chiede responsabilità e di attenersi alle comunicazioni che arriveranno dalle agenzie sanitarie. “L’agenzia con competenze in questo settore è Rospotrebnadzor e dovremmo fare affidamento sulle dichiarazioni ufficiali senza dare ascolto a voci, speculazioni e simili”, ha dichiarato il portavoce del governo di Mosca, Dmitry Peskov.
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