Trump smentisce la crisi delle scorte di missili Usa e si scaglia contro i “traditori”
Donald Trump prova a spegnere le polemiche sulle presunte carenze di munizioni Usa. E lo fa con un messaggio durissimo che finisce per alimentare lo scontro politico. Il presidente degli Stati Uniti, attraverso Truth, ha respinto le ricostruzioni circolate negli ultimi giorni sulle scorte di armamenti, mentre si moltiplicano le indiscrezioni secondo cui proprio la riduzione delle riserve di missili avrebbe costretto la Casa Bianca a rivedere la propria strategia militare nei confronti dell’Iran. “Gli Stati Uniti dispongono di enormi quantità di munizioni, soprattutto di determinati tipi. Inoltre, ne vengono prodotte grandi quantità e spedite negli Stati Uniti secondo necessità”, ha scritto il presidente. La parte più dura del post riguarda poi le fughe di notizie. Trump ha definito “traditrici” le dichiarazioni diffuse alla stampa e ha annunciato che i responsabili sono ricercati.
Le indiscrezioni sulle scorte di missili
Le parole del presidente rappresentano però un quadro completamente diverso da quello descritto nei report pubblicati dai principali media americani. Secondo la CNN, gli Stati Uniti avrebbero già utilizzato circa l’80% dei missili intercettori THAAD e il 50% dei sistemi Patriot disponibili. Circostanza che avrebbe acceso forti preoccupazioni all’interno del Pentagono sulla capacità di sostenere un conflitto prolungato. A rilanciare il caso è stato anche il Washington Post, secondo cui proprio la diminuzione delle scorte avrebbe impedito all’amministrazione Trump di autorizzare una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro l’Iran. Inooltre, durante una riunione a Camp David della scorsa settimana, Trump avrebbe avuto un duro confronto con il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Il presidente sarebbe rimasto sorpreso nello scoprire il reale stato delle scorte militari, accusando il capo del Pentagono di averlo indotto in errore sulle disponibilità di missili e sistemi di difesa.
Posizioni opposte sulle reali provviste Usa di munizioni
Al momento, dunque, si fronteggiano due versioni diametralmente opposte. Da una parte Trump insiste nel sostenere che gli Stati Uniti dispongono di riserve abbondanti e che la produzione industriale è in piena espansione. Dall’altra, diversi organi di stampa americani continuano a riferire di scorte in forte diminuzione, tanto da incidere direttamente sulle opzioni militari della Casa Bianca nel confronto con l’Iran. Un caso che evidenzia quanto il tema della disponibilità di missili e sistemi di difesa sia diventato centrale nella strategia americana. Oltre agli equilibri in Medio Oriente, infatti, le scorte di armamenti restano fondamentali anche per altri scenari internazionali, a partire dal sostegno militare all’Ucraina. Un ulteriore ragione che rende il dibattito ancora più delicato sul piano geopolitico.
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