Giovannini (ASviS): “La National voluntary review presentata all’Onu sia la base per la revisione della Strategia italiana per lo sviluppo sostenibile”
“La presentazione da parte dell’Italia della propria National Voluntary Review all’High Level political forum delle Nazioni Unite il 12 luglio conferma l’impegno del nostro Paese verso uno sviluppo più sostenibile e inclusivo”. Così il direttore scientifico dell’ASviS, Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, Enrico Giovannini durante l’evento in streaming a cura dell’ASviS “L’Italia allo specchio della Voluntary National Review: il giorno dopo New York e le scelte per il 2030” organizzato oggi, mercoledì 15 luglio, per analizzare la situazione dell’Italia e riflettere sui i prossimi passi necessari per l’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
In collegamento con New York, in concomitanza con il vertice Onu in corso dal 7 al 15 luglio al Palazzo di vetro, l’evento dell’ASviS ha visto la partecipazione di Giorgio Marrapodi, Capo della Rappresentanza dell’Italia a New York, Alessandro Guerri, Direttore Generale Affari Europei e Internazionali e Finanza sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), Mara Cossu, Coordinatrice dell’Unità per lo Sviluppo Sostenibile – Direzione generale affari europei, internazionali e finanza sostenibile del Mase, Massimo Pallottino, Coordinatore dell’Unità Studi e Advocacy di Caritas italiana, rappresentante del Forum Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile e Francesco Fermanelli, Felcos Umbria.
La grande novità di quest’anno risiede nella natura multilivello e intergenerazionale del documento: la Vnr italiana è stata infatti accompagnata dalla Voluntary national, local and youth review (Vnlyr), 14 Voluntary local reviews realizzate da 15 Regioni, Province autonome e Città metropolitane e, per la prima volta, da una Youth voluntary review che include le prospettive e le proposte delle e dei giovani, in continuità con gli impegni assunti dal governo italiano con il Patto sul futuro siglato dalle Nazioni unite nel settembre 2024.
Pur sottolineando quanto “La Vnr italiana sia una straordinaria e puntuale descrizione di tutto quanto è stato messo in campo in questi anni, non possiamo non domandarci come possiamo accelerare per quei Goal in cui siamo indietro, non solo dagli Obiettivi al 2030, ma anche rispetto ad alcuni anni fa”, sottolinea Giovannini, “Pensiamo alle disuguaglianze, alla povertà, ai sistemi idrici e sociosanitari, alla partnership, alla tutela degli ecosistemi terrestri. Questo documento deve essere la base per la revisione della Strategia nazionale di sviluppo sostenibile prevista entro fine anno, mettendo un maggiore impegno nella transizione energetica, nel contrasto alle diseguaglianze di genere e tra generazioni e in questo senso la revisione della Strategia dovrà tener conto delle nuove normative che impongono una valutazione di impatto generazionale delle nuove leggi. E’ inoltre necessario allargare il set di indicatori coerentemente con quelli usati nel PNRR. In ultimo, ma fondamentale, come riportiamo anche nel Rapporto di primavera pubblicato a maggio 2026, mettere al centro la coerenza delle politiche: la VNR dell’Italia mostra l’investimento fatto dal MASE in questa direzione, ma gli strumenti sviluppati sul piano metodologico devono divenire pratica corrente nel disegno di tutte le politiche”.
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