Garlasco, indagine verso la chiusura: Stasi non era sulla scena del crimine
Verso la revisione del processo per Alberto Stasi, tutte le novità dall'inchiesta di Pavia
Ormai sembra praticamente fatta: la procura di Pavia sta per chiudere l’indagine sul caso di Garlasco. A quanto pare, la nuova inchiesta ha portato a novità assolutamente rilevanti. A partire dalla posizione di Alberto Stasi. L’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi che, a quanto si apprende, per gli inquirenti che hanno riaperto il caso non sarebbe stato sulla scena del crimine.
Indagine verso la chiusura, le novità su Garlasco
Questo significa che anche il probabile rinvio a giudizio del nuovo indagato per l’omicidio, Andrea Sempio, non farà più riferimento all’ipotesi che l’assassino di Chiara abbia agito in concorso con quello che all’epoca dei fatti era il suo fidanzato. Alla luce di questo quadro, ovviamente, si fa sempre più strada l’ipotesi di una revisione del processo di Alberto Stasi. Che, a questo punto, potrebbe essere attivata direttamente dalla procura. Forse è dovuto proprio a questa possibilità l’incontro, fissato da diversi giorni, che ci sarà oggi tra il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni. Il faccia a faccia non sarebbe quindi stato deciso dopo l’esposto presentato ieri dallo studio Gasperini-Fabrizi circa ipotetiche interferenze finalizzate a influenzare le indagini.
Il nodo delle registrazioni
Questione sollevata più volte dalla criminologa Roberta Bruzzone, in possesso di alcuni audio adesso finiti nelle mani degli inquirenti. Nulla di quanto ipotizzato nelle registrazioni – che conterrebbero ricostruzioni tanto fantasiose quanto suggestive sull’omicidio – sarebbe però entrato a far parte dell’inchiesta di Pavia che si è concentrata solamente su Andrea Sempio escludendo piste alternative. Ma, soprattutto, l’attività investigativa avrebbe portato a ridefinire l’ora del delitto, che la consulenza affidata alla dottoressa Cristina Cattaneo colloca tra le 10.30 e le 12.
Tempi diversi?
Un arco temporale differente da quello individuato nella sentenza di condanna nei confronti di Stasi che quindi lo escluderebbe dalla scena. I recenti approfondimenti sulla scena del crimine smonterebbero, inoltre, ulteriori punti risultati fondamentali nella prima indagine. Il bagno a piano terra della villetta dei Poggi non sarebbe stata inutilizzato dall’assassino per lavorsi dal sangue e sarebbero state individuate delle impronte di scarpe che sembrerebbero poter essere compatibili con le Lacoste indossate da Stasi al momento, secondo la sua versione, del ritrovamento del cadavere. Altro elemento nuovo a discarico del fidanzato della vittima sarebbe poi, secondo quanto appurato dal perito della procura Carlo Previderé, il campione di dna di Chiara Poggi sui pedali della bicicletta di Stasi. La quantità del campione sarebbe perfettamente equivalente con quello raccolto dal cucchiaino con il quale la vittima ha fatto colazione.
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