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Economia

Auto Ue sotto la minaccia di dazi di Trump al 25%

Le reazioni di Bruxelles. In Usa analisti pessimisti su un possibile compromesso

di Giorgio Brescia -


Il clima commerciale tra le due sponde dell’Atlantico si fa incandescente: auto Ue sotto la minaccia di Trump per dazi al 25%.

Il presidente Donald Trump ha rilanciato la minaccia di una nuova ondata di dazi sulle importazioni di auto europee, innescando una risposta immediata da parte di Bruxelles.

Auto Ue sotto tiro: Trump minaccia dazi del 25%

In un post su Truth, Donald Trump ha scritto che l’industria automobilistica statunitense è “sotto attacco” a causa delle politiche commerciali dell’Unione Europea. La minaccia è chiara: l’imposizione di dazi doganali fino al 25% su tutti i veicoli e i componenti prodotti nell’Ue se non verranno rimossi gli ostacoli all’export di auto americane.

La minaccia di Washington: “Auto in cambio di agricoltura”

Secondo fonti del Dipartimento del Commercio Usa riportate dal Wall Street Journal, la strategia di Trump punta a scardinare il surplus commerciale europeo.

Nel settore automotive i dazi colpirebbero duramente i giganti tedeschi, italiani e francesi, con un danno stimato per l’export europeo di oltre 10 miliardi di euro l’anno.

Il ricatto di Trump ha lasciato intendere che i dazi potrebbero essere revocati solo se l’Ue accetterà di importare massicce quantità di prodotti agricoli statunitensi (soia, mais e carne), attualmente bloccati dalle rigide normative sanitarie europee.

Come già accaduto in passato, la Casa Bianca intende invocare la “Sezione 232” per giustificare i dazi come necessari alla difesa della sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

La risposta dell’Europa: “Lista nera già pronta”

La Commissione Europea non è rimasta a guardare. Un portavoce di Bruxelles ha definito le minacce “inaccettabili”, confermando che l’Ue ha già preparato una contromossa speculare.

Fonti interne all’Ue indicano che è pronta una lista di prodotti americani da colpire con dazi compensativi fino a 20 miliardi. Tra questi figurano prodotti iconici come le motociclette, il bourbon e i prodotti agricoli degli stati che costituiscono la base elettorale di Trump.

Pronto un ricorso al Wto. L’Unione Europea ha annunciato che impugnerà qualsiasi misura unilaterale davanti all’Organizzazione Mondiale del Commercio, accusando gli Usa di violare i trattati internazionali. E dichiarando che l’uso della “Sezione 232” sulla “sicurezza nazionale” per tassare le auto è una violazione dei trattati internazionali.

Il commissario al Commercio ha dichiarato che “l’Europa non si farà intimidire” e che il mercato unico risponderà compatto per proteggere i posti di lavoro nel settore automotive.

Cosa accade ora

La diplomazia è al lavoro per evitare l’escalation prima del vertice del G7 previsto per il mese prossimo.

Probabilmente, a differenza del passato, Germania e Francia non saranno disponibili a trattative bilaterali separate tra i singoli Stati e Washington.

In generale, gli analisti di Bloomberg e Financial Times sono pessimisti. La retorica del “America First” e la necessità dell’Ue di non apparire debole rendono un compromesso estremamente difficile.

Se i dazi dovessero entrare in vigore entro giugno, il costo delle auto europee negli Usa subirebbe un’impennata, rallentando l’intero settore manifatturiero continentale e spingendo l’Europa verso una possibile recessione tecnica.


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