“Ipertensione non controllata “, il convegno al Senato
Pedrizzi cita Papa Wojtyla: “Mai avere fretta col paziente”
Si terrà oggi a Roma, nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani (Senato della Repubblica) il convegno organizzato dal Professor Francesco Versaci, Primario del Reparto di cardiologia dell’ Ospedale Santa Maria Goretti di Latina sul tema “Strategie Terapeutiche Innovative per la gestione dell’Ipertensione non controllata: dall’approccio farmacologico a quello interventistico.
L’apertura dei lavori e i saluti Istituzionali sono affidati alla Dott.ssa Sabrina Cenciarelli (Direttrice Generale ASL Latina), al Sen. Maurizio Gasparri, al Dott. Alfredo Marchese (Presidente GISE) e al Sen. Riccardo Pedrizzi (Direttore del Centro Regionale Laziale dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria).
Al centro del dibattito il tema dell’ipertensione arteriosa, una delle principali sfide della sanità contemporanea. Patologia spesso silenziosa ma dalle conseguenze rilevanti, l’ipertensione rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio cardiovascolare e richiede strategie sempre più efficaci di prevenzione, diagnosi precoce e trattamento.
Il dibattito si svilupperà poi, con personalità scientifiche di primo piano, sugli approcci farmacologici di ultima generazione, soluzioni interventistiche, la denervazione renale nel paziente con ipertensione difficile da trattare, la prevenzione del rischio cardiovascolare, la gestione dei pazienti complessi con fibrillazione atriale e ictus, l’innovazione terapeutica e l’applicazione clinica delle nuove tecnologie.
Nella sua relazione introduttiva il senatore Riccardo Pedrizzi, Direttore del Centro Regionale Laziale dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, sottolineerà come l’incontro rappresenti non solo un importante momento di aggiornamento scientifico, ma anche un’occasione di riflessione culturale e istituzionale sul futuro della medicina e della sanità.
Secondo Pedrizzi l’innovazione in medicina non può essere limitata esclusivamente all’introduzione di nuove tecnologie o procedure, ma deve tradursi anche nella capacità di costruire percorsi assistenziali integrati, in grado di mettere in rete competenze, servizi e professionalità per garantire ai pazienti cure appropriate, tempestive e sostenibili.
“L’innovazione sanitaria non è fatta soltanto di farmaci, dispositivi o procedure. È fatta anche di modelli organizzativi, di prossimità, di capacità di ascolto e di integrazione tra ospedale, territorio e istituzioni. L’essere umano – è questa la riflessione di Giovanni Paolo II, che mi piace citare – nella lettera Apostolica “Salvifici Doloris” non è “qualcosa” ma “qualcuno”, che chiede al suo medico di andare oltre la diagnosi e la terapia e pretende persino di conoscere il significato della sua malattia, perché capisce che se riesce a dare un significato alla propria malattia forse soffre meno.
Per questo chiede sempre di essere ascoltato e di non essere lasciato solo nella sua sofferenza. ‘Con chi soffre non bisogna avere mai fretta’, ripeteva Giovanni Paolo II”, è scritto nella relazione di Pedrizzi. “Questo congresso ha il merito di mettere al centro un tema clinico rilevante, ma anche un modello di sanità capace di prevenire, intervenire tempestivamente, innovare con equilibrio e costruire percorsi integrati” sostiene Pedrizzi, che ha richiamato il valore della centralità della persona nella pratica medica, i suoi bisogni, le aspettative e le fragilità che richiedono ascolto, attenzione e accompagnamento.
Particolare rilievo – a giudizio del senatore – hanno assunto “le esperienze sviluppate sul territorio pontino per iniziativa e per l’impegno del Prof. Francesco Versaci, come la rete STEMI per il trattamento dell’infarto miocardico acuto e la stanza cardiologica del Pronto Soccorso, modelli organizzativi che dimostrano come l’efficienza dei percorsi assistenziali e il coordinamento tra ospedale, territorio ed emergenza possano tradursi in migliori risultati clinici e in una più elevata qualità delle cure”.
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