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Fasolari in estinzione, l’Adriatico perde uno dei suoi tesori più preziosi

Crollo senza precedenti della pesca ai fasolari, il mollusco sta scomparendo dal mare Adriatico

di Gianluca Pascutti -


La scomparsa dei fasolari nell’Alto Adriatico è diventata una delle emergenze più gravi per la pesca italiana. Il pescato è crollato tra l’80% e il 90%, una percentuale che descrive un collasso vero, non una semplice flessione stagionale. Le marinerie del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e dell’Emilia‑Romagna parlano di una situazione mai vista, con barche ferme e intere giornate senza un solo chilo di prodotto.

Temperature fuori controllo

Il primo fattore che sta devastando la specie è l’aumento delle temperature marine. A dieci metri di profondità l’acqua raggiunge 20–25°C, valori troppo alti per un mollusco che vive bene intorno ai 15°C. Questo sbalzo impedisce la ripresa dei banchi naturali e rende impossibile qualsiasi recupero dopo le morie degli ultimi anni. La crisi climatica sta trasformando l’Adriatico in un ambiente ostile per i bivalvi.

L’effetto devastante delle mucillagini

La stagione 2024 ha segnato un punto di non ritorno. Le mucillagini, arrivate in forma massiccia, hanno soffocato i fondali e ridotto l’ossigeno. La moria stimata dei fasolari ha raggiunto l’80–90%, lasciando dietro di sé un deserto biologico. A differenza di altri molluschi, il fasolaro non può essere allevato. Se il mare non reagisce, il mercato resta senza prodotto.

Ecosistema sotto pressione

Alla crisi termica e alle mucillagini si aggiunge la pressione del granchio blu, una specie invasiva che altera gli equilibri dei fondali e complica ulteriormente la sopravvivenza dei bivalvi. Le alluvioni del 2024 hanno portato grandi quantità di acqua dolce, favorendo le condizioni che hanno alimentato la mucillagine. L’ecosistema dell’Alto Adriatico è entrato in una fase di stress continuo.

Impatto economico e sociale

La scomparsa dei fasolari mette a rischio l’economia di molte famiglie e un indotto che coinvolge oltre mille lavoratori. La ristorazione perde uno dei prodotti più richiesti, mentre le marinerie vedono aumentare i costi e diminuire le uscite in mare. Alcune imbarcazioni hanno già sospeso l’attività, altre lavorano in perdita da mesi

Un futuro incerto

Ad oggi non esistono segnali di ripresa. Le temperature restano alte, i fondali non mostrano rigenerazione e i consorzi temono un collasso definitivo dei banchi naturali. La scomparsa dei fasolari non è più un rischio, è una realtà che sta cambiando drasticamente il volto dell’Adriatico.

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