Addio a Richard Harrison, l’americano che divenne un divo a Cinecittà
La parabola di un attore che ha attraversato mezzo secolo di cinema popolare
Richard Harrison, attore statunitense diventato uno dei volti più riconoscibili del cinema popolare italiano degli anni Sessanta, è morto a 90 anni a Los Angeles. Interprete di oltre cento film, Harrison ha attraversato con naturalezza spaghetti western, spy‑movie, polizieschi e, più tardi, le produzioni ninja di Hong Kong, incarnando per decenni l’archetipo dell’eroe d’azione internazionale.
Dagli Stati Uniti a Roma: la nascita di un divo
Nato a Salt Lake City nel 1936, Harrison arrivò a Hollywood giovanissimo, lavorando come fotomodello e frequentando le palestre dei culturisti dell’epoca. Dopo gli studi con Sandy Meisner, ottenne piccoli ruoli, ma fu l’Italia a trasformarlo in protagonista. Il fisico atletico e l’aria da eroe classico lo resero il naturale erede di Steve Reeves.
Tra i primi titoli che lo imposero al pubblico figurano Il gladiatore invincibile (1961), Il giustiziere dei mari (1962) e I sette gladiatori (1962). Nel 1963 arrivò Duello nel Texas, uno dei primi western all’italiana, con musiche di Ennio Morricone. Da quel momento Harrison divenne un volto ricorrente del cinema di genere europeo.
Il ruolo mancato con Sergio Leone e la stagione d’oro dei western
Harrison fu anche protagonista di un episodio entrato nella mitologia del cinema italiano, perché rifiutò il ruolo dell’Uomo senza nome in Per un pugno di dollari (1964), giudicando poco convincente la sceneggiatura. Fu lui, secondo il suo racconto, a suggerire il nome di Clint Eastwood, che da quel film avrebbe costruito la propria leggenda.
Negli anni Sessanta consolidò la sua presenza nel cinema italiano con titoli come Perseo l’invincibile, Le spie uccidono a Beirut, 100.000 dollari per Ringo, L’uomo del colpo perfetto e Colpo maestro al servizio di Sua Maestà britannica. Apparve anche in televisione, nello sceneggiato Rai Il balordo (1978).
L’avventura asiatica e la reinvenzione nei film ninja
Con il declino della produzione europea, Harrison si rivolse al mercato asiatico. Tra Hong Kong, Taiwan e Filippine partecipò a numerosi film d’azione a basso budget, diventando negli anni Ottanta uno dei volti simbolo del filone ninja. Ninja Terminator, Ninja Champion, Ninja the Protector e Ninja Avengers sono oggi titoli di culto per gli appassionati del genere.
Il profilo di un attore che ha attraversato epoche e generi
Richard Harrison è stato un protagonista silenzioso ma decisivo del cinema popolare internazionale. Un attore capace di reinventarsi, di attraversare continenti e generi, di diventare un volto familiare per generazioni di spettatori.
Leggi tutte le news di Cinema
Torna alle notizie in home