Verso la chiusura delle nuove indagini sul caso Garlasco
Attesa per la nuova chiusura delle indagini a carico di Andrea Sempio. Tra gli ultimi atti la consulenza personologica e gli approfondimenti sul Dna trovato sulle unghie della vittima. Poi la decisione sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio
Salvo sorprese dell’ultima ora, lunedì la Procura di Pavia notificherà ad Andrea Sempio il nuovo avviso di chiusura delle indagini preliminari sul caso Garlasco. Il provvedimento, che segue quello già notificato il 7 maggio, riguarda l’ipotesi di omicidio volontario di Chiara Poggi, pluriaggravato dalla crudeltà e dai motivi abietti. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’aggressione sarebbe stata caratterizzata da almeno dodici ferite al cranio e al volto della vittima e sarebbe avvenuta dopo il rifiuto di un approccio sessuale. La procura di Pavia ipotizza quindi anche un movente per il delitto di Garlasco. Un tassello finora sempre mancante, anche nelle sentenze di condanna nei confronti di Alberto Stasi. Certo, è bene ricordarlo, si tratta solamente di ipotesi. Quelle formulate dagli inquirenti e che devono ancora essere sottoposte al vaglio di un giudice.
Attesa per la consulenza personologica su Andrea Sempio
Tra i punti più discussi dell’attuale inchiesta nei confronti di Andrea Sempio c’è la consulenza affidata al professor Roberto Catanesi, incaricato di approfondire gli aspetti personologici dell’indagato. In particolare l’eventuale presenza, all’epoca del delitto, di condizioni patologiche in grado di incidere sulla sua capacità di intendere e di volere. Il consulente aveva chiesto di incontrare Sempio per effettuare alcuni colloqui, ma il 38enne ha deciso di non sottoporsi agli incontri. Il parere sarà quindi redatto sulla base del materiale raccolto durante le indagini: intercettazioni, interviste televisive, scritti personali, diari e contenuti pubblicati sui social network e su vari forum. Circostanza che apre non pochi dubbi sull’affidabilità dell’analisi e che, per questo, sarà certamente presa di mira dalla difesa di Sempio.
Cosa emerge dalle nuove analisi genetiche
Tra gli elementi centrali dell’inchiesta resta il DNA maschile rilevato sulle unghie di Chiara Poggi, compatibile con la linea paterna di Andrea Sempio. Un dato che, tuttavia, non consente di attribuire con certezza il materiale biologico al 38enne. Anche il materiale genetico è oggetto di un nuovo approfondimento affidato al professor Carlo Previderè.
La genetista Denise Albani, incaricata della perizia nell’incidente probatorio, ha infatti concluso che le tracce individuate su due unghie della vittima sono miste, parziali e insufficienti a identificare uno specifico soggetto. Restano inoltre impossibili da stabilire le modalità e il momento del deposito del materiale genetico. Come sostiene il pool difensivo del 38enne, si potrebbe essere in presenza di fenomeni di contaminazione o trasferimento indiretto.
La dinamica del delitto e l’impronta della scarpa
La Procura di Pavia ha acquisito anche i supplementi di consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, relativi all’orario della morte, alla dinamica dell’omicidio e alle misurazioni antropometriche di Sempio. Su quest’ultimo punto, la difesa dell’indagato ha contestato alcuni risultati, sostenendo che le proprie misurazioni escluderebbero la possibilità di collocare il 38enne sulla scena del crimine. Un ulteriore approfondimento riguarda l’impronta insanguinata attribuita a una scarpa Frau numero 42, elemento già esaminato nei precedenti procedimenti giudiziari. La nuova consulenza è stata affidata al tenente colonnello del Ris Gianpaolo Iuliano e al dottor Nicola Caprioli.
Cosa succede dopo la chiusura delle indagini
Con la notifica del nuovo avviso previsto per lunedì 28 settembre, i difensori di Sempio avranno venti giorni per esaminare gli atti, depositare memorie e consulenze difensive o chiedere che il proprio assistito venga interrogato. Terminata questa fase, la Procura di Pavia dovrà decidere se formulare una richiesta di rinvio a giudizio oppure chiedere l’archiviazione. La chiusura delle indagini non comporta quindi automaticamente l’apertura di un processo.
La questione della revisione per Alberto Stasi
Parallelamente all’inchiesta su Sempio, resta aperta la questione dell’eventuale revisione della condanna di Alberto Stasi. La procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha già chiarito che la Procura di Pavia può chiedere il processo nei confronti del nuovo indagato senza attendere un’eventuale revisione della sentenza definitiva pronunciata nei confronti dell’ex fidanzato di Chiara Poggi. La magistrata, insieme all’avvocata generale Lucilla Tontodonati, ha esaminato gli atti trasmessi da Pavia, ma non ha finora presentato una propria istanza di revisione. I legali di Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, sono però al lavoro per presentare autonomamente una richiesta di revisione.
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