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Cronaca

Covid e sprechi, Figliuolo cancella il modello Arcuri

L'audizione del generale nella Commissione d'inchiesta

di Angelo Vitale -

Domenico Arcuri in Commissione


C’era chi è finito nel mirino delle polemiche per i milioni di consulenze e c’era chi, alla prova dei fatti, ha dovuto rimettere faticosamente ordine nei conti e nei magazzini della pandemia.

Commissione Covid, parla Figliuolo

L’audizione del generale Francesco Paolo Figliuolo in Commissione d’inchiesta sul Covid squarcia il velo sulla gestione dell’emergenza sanitaria, tracciando una linea di demarcazione netta e invalicabile tra due modelli opposti.

Da un lato, quella che la maggioranza bolla senza remore come la stagione delle consulenze d’oro e degli sprechi spensierati targata Domenico Arcuri. Dall’altro, il rigoroso pragmatismo logistico di chi si è mosso con oculatezza per tutelare la salute pubblica e le tasche dei contribuenti italiani.

Il simbolo emblematico del vecchio corso rimangono le “Primule”, le avveniristiche quanto forse superflue strutture temporanee concepite dal commissario nominato da Giuseppe Conte. Un progetto capestro da ben 492 milioni di euro, bollato in audizione come “inutile e controproducente”.

Figliuolo lo aveva accantonato senza tentennamenti, spiegando oggi con disarmante linearità che l’Italia “disponeva già di grandi strutture e capacità che occorreva solo mettere a sistema”. Niente cattedrali nel deserto né sperpero di denaro pubblico: bastava organizzare le risorse esistenti con solido buon senso.

L’opera di razionalizzazione

L’azione non si era fermata ai padiglioni. Il generale aveva passato al setaccio ogni singolo contratto in corso, rimodulando le forniture pur ereditando un caos logistico che spaziava dalle mascherine cinesi giacenti nei magazzini all’estero fino ai costi da rinegoziare.

“La gestione delle emergenze non è solo acquistare e distribuire materiali ma governare correttamente ciò che non è più utilizzabile, magazzini pieni di materiale non impiegabile costituiscono un costo”, ha scandito Figliuolo in audizione.

Una lezione di buona amministrazione pubblica in aperto contrasto con la precedente gestione. L’obiettivo guida fu quello di “ridurre gli oneri sulle finanze pubbliche senza far mancare i servizi essenziali”. Un cambio di passo sostanziato da milioni di euro di risparmi e rigorosa trasparenza.

Di fronte alle domande dei parlamentari, Figliuolo ha ribadito la buona fede del suo operato. I lavori della Commissione proseguono, confermando così la necessità di fare piena luce sulla pandemia trasformata in un banchetto di spesa, riconoscendo quanti invece hanno servito lo Stato con assoluta fermezza.

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