Garlasco, Sempio in tv: “Non mi sembra ci siano elementi per il processo”
Andrea Sempio torna a parlare del delitto di Garlasco e lo fa a pochi giorni dalla seconda chiusura dell’inchiesta della Procura di Pavia. Intervistato in tv dalla trasmissione Quarto Grado, il 38enne, nei cui confronti potrebbe arrivare una richiesta di rinvio a giudizio – e quindi il processo – ha ribadito la propria posizione e affrontato alcuni degli elementi al centro delle nuove indagini.
Garlasco, Sempio intervistato: “In caso di processo lo affronteremo”
“Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo”, ha detto Sempio. Ma, qualora la Procura dovesse procedere, la linea sarebbe altrettanto chiara. “Se capiterà di dover andare a giudizio, cioè di affrontare un vero e proprio processo, l’affronteremo”.
Sempio ha spiegato di vivere con maggiore sollievo, più che con preoccupazione, la conclusione delle indagini. Il suo auspicio è che ora il confronto possa spostarsi dalle ricostruzioni circolate negli ultimi mesi agli elementi raccolti dagli investigatori.
“Più sollevato che preoccupato”
“Più sollevato” che preoccupato, ha detto, “sperando – ha aggiunto – che effettivamente siamo arrivati alla chiusura, quantomeno di questa prima parte. Spero sia arrivato finalmente il momento di affrontare davvero tutte le questioni che ci saranno e levarsi un po’ da questo marasma di supposizioni, piste inventate, notizie che poi venivano smentite. Spero che adesso si vadano a vedere davvero i fatti concreti”.
Secondo Sempio, molti degli elementi contestati potrebbero essere chiariti già nell’udienza preliminare. “Credo che si potrebbe già risolvere tutto in udienza preliminare. Non mi sembra ci siano argomenti tali da arrivare a un vero e proprio processo”. E aggiunge: “Per quello che ho visto finora, credo sia tutto spiegabile e che facendo le dovute verifiche si possa acclarare tutto”.
L’impronta della scarpa e quella della mano
Tra gli elementi affrontati durante l’intervista anche le tracce rilevate sulla scena del delitto. Sempio ha parlato dell’impronta della scarpa e della consulenza sulla compatibilità con il suo piede: “Avevo il 44 ai tempi e ce l’ho ancora oggi”.
Quanto alla traccia del palmo della mano individuata sul muro delle scale, Sempio ha contestato che possa rappresentare una certezza a suo carico: “Per noi non è attribuibile a nessuno”. E ancora: “Abbiamo fatto sperimentazioni su un muro e in realtà non si potrebbe escludere. A noi non serve sapere cosa potrebbe non essere o cosa non si può escludere. Devi avere una certezza. C’era la traccia sul muro? Sì. È stata analizzata? Sì. C’era del sangue? No. Fine. Per come la vedo io la questione finisce lì”.
Il capitolo Stasi
Sul fronte giudiziario resta intanto aperto anche il capitolo Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio e ora interessato a un’eventuale revisione. Sempio ha detto: “Credo sia stato Alberto Stasi, credo che la condanna fosse fondata”, aggiungendo però che, “ovviamente se fosse stato commesso davvero un errore, è una tragedia”.
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