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Cronaca

Tentato femminicidio a Bari: i messaggi minacciosi prima di dare fuoco all’ex moglie

di Ada Novembre -


Un tentato femminicidio a Bari ha portato in carcere un uomo di 44 anni, accusato anche di maltrattamenti in famiglia. Secondo la ricostruzione della squadra mobile, l’indagato ha raggiunto l’ex moglie nell’albergo del centro in cui lei vive e lavora. Dopo una lite, le avrebbe versato addosso dell’alcol etilico, sul viso e sul corpo, per poi provare a darle fuoco. La donna è madre dei due figli piccoli della coppia.

Gli agenti sono intervenuti in una strada del centro dopo la segnalazione dell’aggressione. L’accendino, però, è sfuggito di mano all’uomo e ne è nata una colluttazione. In quei momenti la donna, presa dalla disperazione, ha raccolto l’accendino per darsi fuoco, ma si è resa conto subito di ciò che stava facendo. È riuscita a sfilarsi i vestiti di dosso, mentre la sorella, presente sul posto, le ha messo la testa sotto l’acqua. Un intervento rapido che, secondo quanto riferito, ha evitato conseguenze più gravi. La donna non ha riportato lesioni gravi. Tutta la vicenda si è svolta sotto gli occhi delle telecamere di sorveglianza installate nel luogo di lavoro.

I messaggi minacciosi

La stessa mattina l’uomo aveva inviato alla ex moglie diversi messaggi dal contenuto intimidatorio, prima di presentarsi in albergo. In uno di questi scriveva: “Facciamo una scommessa, giacché vuoi giocare, o la benzina a te o la benzina a tua madre”.

Altre frasi erano ancora più dirette. Tra queste: “Tu muori prima di me oggi, vengo là e ti sbrano, ti uccido”. Si tratta di parole scritte poche ore prima che l’uomo raggiungesse la vittima sul posto di lavoro. Spetterà all’autorità giudiziaria valutarne il peso all’interno del procedimento. Il quadro che emerge dalla denuncia, inoltre, comprende anche maltrattamenti che la donna avrebbe subito nel corso del tempo. Gli episodi precedenti sono stati raccontati dalla vittima agli agenti, insieme alla ricostruzione di quanto accaduto quel giorno, e fanno parte degli elementi su cui si fonda l’accusa di maltrattamenti contestata all’indagato.

Le indagini

A ricostruire l’accaduto sono stati gli agenti della squadra mobile di Bari. Il 16 ottobre il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bari, su richiesta del Pm, ha disposto la custodia cautelare in carcere. L’ordinanza è stata eseguita dagli investigatori, che hanno rintracciato l’uomo nella sua abitazione.

L’indagato è un pregiudicato, già noto alle forze dell’ordine per reati contro la persona e contro il patrimonio. Le accuse contestate sono tentato femminicidio e maltrattamenti contro familiari o conviventi. Sarà il procedimento a chiarire responsabilità e qualificazione dei fatti ma, nel quadro ricostruito finora, un ruolo importante lo ha avuto la sorella della vittima, che con il suo intervento ha impedito conseguenze più gravi.

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