“Non escludiamo uscita da Ue e Nato” Vannacci la spara sempre più grossa perché è in calo continuo nei sondaggi
C’era una volta il Generale che avanzava veloce nei palinsesti televisivi, dispensando pillole di un “mondo al contrario” che pareva piacere tantissimo alle percentuali dei sondaggisti. Oggi, nell’autunno del 2026, la musica a quanto pare è cambiata, e con essa le strategie di comunicazione di Roberto Vannacci, leader indiscusso di Futuro Nazionale. Se i numeri delle rilevazioni demoscopiche iniziano a mostrare il fiato corto e accennano a una fastidiosa parabola discendente, la colpa non è certo delle sue tesi, ci mancherebbe, è il solito complotto della carta stampata e delle emittenti cattive che hanno deciso di “oscurarlo”. Parola di Generale, rigorosamente pronunciata dai microfoni di Radio Cusano.
La nuova dottrina vannacciana è tanto semplice quanto audace. Se calano le apparizioni in Tv, bisogna alzare il tiro delle dichiarazioni fino a orbite mai esplorate prima. E così, l’euroscetticismo da salotto non basta più. Per recuperare il terreno perduto e ridare una scossa all’elettorato, il leader di Fn decide di sganciare la bomba geopolitica definitiva. Non escludiamo l’uscita dell’Italia dall’orco cattivo dell’Unione Europea e, già che ci siamo, salutiamo pure la Nato.
Il meccanismo retorico è un capolavoro di equilibrismo politico. Da un lato, Vannacci ci tiene a precisare che il suo partito “non si chiama Italexit” e che l’obiettivo primario resta quello di cambiare le istituzioni internazionali dall’interno, riscrivendo i trattati insieme agli amici di Alternative für Deutschland, del Rassemblement National e di Vox. Dall’altro, però, se Bruxelles e l’Alleanza Atlantica dovessero fare orecchie da mercante, la porta della ritirata è già aperta. Una mossa strategica che liquida come “sprovveduti” coloro che invocano l’articolo 50 del Trattato di Lisbona a casaccio, per poi fare esattamente la stessa cosa un minuto dopo, ma con il piglio del fine stratega militare che non subisce le organizzazioni come un “succube”.
Ma la vera perla riguarda la politica interna e il rapporto con gli ex alleati della Lega e con l’intero esecutivo. Secondo Vannacci, il centrodestra di governo soffrirebbe di una sindrome cronica di ansia da prestazione nei suoi confronti. “Questo governo non sta facendo altro che inseguire Vannacci”, sentenzia orgoglioso, accusando Palazzo Chigi di aver scopiazzato i suoi emendamenti sul pacchetto sicurezza, dal pugno duro sulle manifestazioni milanesi all’impiego dell’esercito. Il verdetto è senza appello. La destra tenta disperatamente di fare la destra per erodergli voti, ma “lo inseguono e non lo raggiungono mai”.
Mentre l’Ucraina incassa l’ennesimo sberleffo vannacciano (“una brutta pace è meglio di una brutta guerra”, massima che liquida secoli di diplomazia), la Lega viene punita per i suoi passati peccati di incoerenza sui pacchetti di aiuti militari. E per dimostrare che il vento soffia ancora forte nelle sue vele, il Generale sventola i numeri del tesseramento: 161.400 iscritti, in crescita netta rispetto a pochissimi giorni fa. Chi se ne frega se i sondaggi dicono il contrario? Quelli sono “farlocchi” e servono solo a manipolare l’opinione pubblica.
La realtà, per Fn, si misura a colpi di provocazioni macroscopiche, più la sbarra si alza, più si spera che gli elettori tornino a guardare lo spettacolo.
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