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Esteri

Gli hacker alzano il tiro: colpiti i frigo col sangue dei donatori in Francia

Nel mirino tre celle, temperature fuori controllo. Il Ministero: "Nessun rischio sanitario"

di Maria Graziosi -


Non è finita, anzi gli hacker alzano il tiro e in Francia hanno colpito le celle frigo in cui vengono conservati gli stock di sangue dei donatori. L’attacco ha interessato, come riporta Bfmtv, il servizio trasfusionale transalpino ma il Ministero e l’Istituto francese del Sangue si sono affrettati a rassicurare che l’attacco ibrido non ha avuto “alcun impatto sanitario”. Stando alle prime notizie che arrivano dalla Francia, la temperatura delle celle sarebbe passata in poco tempo dai -30 gradi fino addirittura a 110 gradi in tre celle frigorifere che custodiscono emoderivati vitali.

Attacco ibrido al sangue dei donatori in Francia

Ora sono in corso i controlli. Dalle prime notizie che arrivano dalla Francia è emerso che le temperature “non sarebbero state così alte”, insomma che non si sarebbero toccati i 110 gradi di cui in tanti continuano a parlare. Ma la sostanza non cambia. Dopo i supermercati, tocca alle celle frigorifere che contengono le donazioni di sangue. È il segnale che chi ha attaccato ha alzato il tiro. Per ora il Ministero è impegnato a sovrintendere ai controlli mentre le verifiche tecniche sono già partite.

“Nessun impatto sanitario”

Le celle frigo finite sotto attacco hacker in Francia contenevano emoderivati, prodotti dalle donazioni del sangue, tenute in stock prima della consegna alle strutture sanitarie che ne avessero fatto richiesta. Nello specifico, stando a quanto riferito dall’Efs, l’Istituto francese per la ricerca sul sangue, si trattava di sacche di plasma destinate alla trasfusione per  pazienti e al frazionamento da parte degli analisti e dei tecnici del Lfb, il laboratorio francese di biotecnologia.


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