Israele, Herzog affida a Eisenkot il mandato: la sfida è costruire una maggioranza anti-Netanyahu
Il leader di Yashar riceve ufficialmente l'incarico di formare il nuovo governo
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha affidato ufficialmente a Gadi Eisenkot l’incarico di formare il prossimo governo, aprendo una fase cruciale per il futuro politico dello Stato ebraico dopo elezioni che non hanno consegnato una maggioranza chiara. Secondo le consultazioni condotte dal capo dello Stato, Eisenkot ha ottenuto il sostegno di parlamentari che rappresentano 67 dei 120 seggi della Knesset, superando Benjamin Netanyahu nella conta.
“Mi aspetto che facciate tutto ciò che è in vostro potere per costituire un governo che sia al servizio dell’intera nazione”, ha sottolineato Herzog durante la cerimonia ufficiale presso la residenza presidenziale. “Mi auguro con tutto il cuore che il governo che verrà formato possa favorire l’unità, il dialogo e la riconciliazione tra tutte le componenti della nazione”, ha aggiunto il presidente israeliano.
Le parole di Eisenkot
“Sono impegnato, forte del mandato che mi è stato conferito oggi, a guidare la formazione di un governo nazionale di emergenza. Saranno necessarie iniziative politiche creative e straordinarie. Israele non può permettersi di perdere tempo né di ripetere interminabili tornate elettorali”, ha affermato Eisenkot. “Sono qui oggi con un profondo senso del dovere e con la piena consapevolezza della grande responsabilità e del peso che gravano sulle mie spalle. Davanti a me e nei miei pensieri ci sono tutti i cittadini di Israele”, ha proseguito l’ex capo di stato maggiore aggiungendo che Israele “sta attraversando un periodo di emergenza difficile e decisivo per il proprio destino. I fronti di guerra restano aperti e, allo stesso tempo, ci troviamo nel mezzo di una devastante crisi diplomatica”.
Le tappe di un cammino non semplice
Nelle prossime ore il leader centrista di Yashar intensificherà i negoziati per trasformare quel vantaggio politico in una maggioranza di governo. Domani è previsto un incontro con Avigdor Lieberman, capo politico di Yisrael Beytenu, per cercare di superare le divergenze che ostacolano la nascita del cosiddetto “blocco del cambiamento”. In agenda anche un confronto con Naftali Bennett, che guida B’Yachad e uno degli interlocutori chiave della complessa trattativa.
I nodi principali
Il principale ostacolo resta la posizione di Lieberman, che ha escluso il sostegno a un governo di minoranza o a un esecutivo che dipenda dai partiti arabi. Una linea che restringe notevolmente i margini di manovra di Eisenkot, il quale ha ottenuto il mandato anche grazie all’appoggio esterno delle formazioni arabe che, con 19 seggi complessivi, si candidano a svolgere un ruolo determinante negli equilibri parlamentari.
Parallelamente, Lieberman ha mostrato una disponibilità finora inedita ad aprire un dialogo con i partiti ultraortodossi, tradizionali avversari politici di Yisrael Beytenu. Un segnale che testimonia la fluidità del momento politico israeliano e la volontà di alcuni settori dell’opposizione di ampliare il perimetro delle alleanze pur di mettere fine all’era Netanyahu.
Una corsa contro il tempo
Eisenkot dispone ora di 28 giorni, prorogabili di altre due settimane, per costruire una coalizione capace di ottenere la fiducia della Knesset. Una missione complessa, sospesa tra veti ideologici, rivalità personali e la necessità di evitare l’ennesimo ritorno alle urne.
Leggi tutte le news di Esteri
Torna alle notizie in home