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Cronaca

Cantine Antinori, maxi-furto da 5 milioni di euro: rubate 30mila bottiglie di vino pregiato

di Claudia Mari -


Un maxi-furto da circa 5 milioni di euro nella cantina di Marchesi Antinori nella sede di Cortona, in provincia di Arezzo. Nella notte tra domenica e lunedì, una banda di almeno sette persone ha sottratto circa 30mila bottiglie di vino, tutte dell’annata 2023, tra cui 10mila di Solaia.

Nel bottino anche casse di Tignanello e Guado al Tasso, etichette prestigiose il cui prezzo può variare tra 120 e 300 euro a bottiglia. La notizia, riportata dal Corriere della Sera e dal Financial Times, viene descritta come il furto di vino dal valore più elevato mai registrato in Italia.

Il colpo nella notte: disattivati allarme e telecamere

La banda avrebbe agito con un piano organizzato nei dettagli. Dopo aver disattivato il sistema d’allarme e messo fuori uso le telecamere di sorveglianza della cantina, i ladri sarebbero entrati utilizzando due camion. Per caricare le bottiglie avrebbero impiegato direttamente i muletti presenti nella struttura, riuscendo a portare via un’ingente quantità di merce senza essere fermati.

Il furto è stato scoperto soltanto lunedì mattina, quando i dipendenti sono arrivati in azienda e si sono accorti della scomparsa delle bottiglie.

“È una banda sicuramente molto preparata”, ha dichiarato al Corriere della Sera l’amministratore delegato di Marchesi Antinori, Renzo Cotarella, ipotizzando che possa trattarsi dello stesso gruppo responsabile di altri colpi messi a segno nelle cantine italiane negli ultimi mesi. “Di sicuro un furto di una tale entità e di un tale valore non si è mai verificato in Italia”, ha aggiunto.

Dove finiranno le bottiglie rubate?

Resta ora da capire quale sarà la destinazione del bottino. Le bottiglie potrebbero finire sul mercato attraverso collezionisti e proprietari di locali, ma la vendita di una quantità così consistente rischia di attirare l’attenzione. Il caso più evidente è quello del Solaia, prodotto in circa 60-70mila bottiglie all’anno: le 10mila sottratte rappresentano una quota significativa della produzione.

L’azienda ha già avviato una campagna di sensibilizzazione rivolta ai clienti internazionali, invitandoli a diffidare da offerte provenienti da canali non ufficiali. L’obiettivo è impedire che il vino rubato venga immesso sul mercato come merce regolare e proteggere distributori e acquirenti.

“Speriamo ancora di riuscire a ritrovare il vino, due camion non possono semplicemente sparire”, ha detto Cotarella al Financial Times. L’amministratore delegato ha sottolineato anche la difficoltà di rivendere bottiglie di tale valore senza destare sospetti. Intanto, l’azienda invita a prestare attenzione a proposte particolarmente vantaggiose o provenienti da fonti insolite: dietro prezzi allettanti potrebbe nascondersi merce rubata.


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