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Politica

Il condono DOC: Denominazione di Origine Campana

di Alberto Filippi -


C’è una cosa che chiunque abbia messo piede in un’aula parlamentare impara presto, talvolta a proprie spese: la legge deve essere generale e astratta. Generale, cioè rivolta a tutti; astratta, cioè pensata per una situazione e non per un destinatario. Non è un vezzo da professori di diritto, è il cuore dell’articolo 3 della Costituzione, quello che ci vuole tutti uguali davanti alla legge. Tutti, non tutti tranne chi abita al di là del Garigliano.

Eppure, nella manovra appena arrivata in Parlamento, fa capolino un emendamento di Fratelli d’Italia che vorrebbe riaprire i termini del condono edilizio del 2003, ma soltanto per la Campania. La ragione? All’epoca la giunta Bassolino scelse di non aderire alla sanatoria del governo Berlusconi, e oggi si vorrebbe rimediare. Un condono con il fuso orario: in Veneto il calendario segna 2026, in Campania è rimasto fermo al 2003.

Ora, io non ho nulla contro la Campania, anzi. Ma faccio fatica a seguire il ragionamento. A meno che nel resto d’Italia non si viva tutti in capanne, palafitte o al massimo in qualche tenda canadese regolarmente accatastata, non si capisce perché una regola sul mattone debba valere per una Regione sola. Le verande abusive non conoscono confini regionali, i sottotetti diventati mansarde nemmeno, e il geometra di Vicenza ha esattamente gli stessi crucci del collega di Caserta.

Regioni di serie A e di serie B: il bonus a chi perse il treno

La verità è che una norma pensata così non dovrebbe nemmeno vedere la luce. Non per ragioni politiche, ma genetiche: ha un difetto di fabbrica. Nasce ingiusta per come è concepita, perché parte dal destinatario e non dalla regola. È come cucire un abito su misura e poi spacciarlo per prêt-à-porter.

E allora delle due l’una. O esistono regioni di serie A e regioni di serie B, e qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo apertamente, magari pubblicando la classifica con tanto di promozioni e retrocessioni. Oppure il conto non torna, e allora va rifatto da capo.

C’è poi un paradosso tutto italiano. A essere premiata oggi sarebbe la scelta politica di una giunta di oltre vent’anni fa, e a beneficiarne chi allora rimase fuori dalla porta. Un bonus, insomma, per aver perso il treno. E chi quel treno lo prese, pagando e mettendosi in regola, che cosa dovrebbe pensare? Che la puntualità, in Italia, è roba da fessi?

Sia chiaro: sui condoni si può essere favorevoli o contrari, e il dibattito è legittimo. Ma se si decide di farne uno, lo si fa per tutti, oppure non lo si fa per nessuno. Il diritto non si vende al dettaglio, e nemmeno a chilometro zero. L’auspicio quindi è che se se nuovo condono sa da farsi lo si faccia seguendo le regole costituzionali e quindi per tutta Il condono DOC: Denominazione di Origine Campana.

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