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Economia

La ricetta di Draghi: cento miliardi per non restare fuori dalla corsa Ai

Alla Ue basterebbero cento miliardi di euro per non restar tagliata fuori dal grande affare dell’intelligenza artificiale.

di Maria Graziosi -


Ai, Draghi. Alla Ue basterebbero cento miliardi di euro per non restar tagliata fuori dal grande affare dell’intelligenza artificiale. Proprio quei soldini che la Germania, e gli altri frugali, vorrebbero togliere dal bilancio pluriennale carissimo a Ursula von der Leyen. I conti li ha fatti Mario Draghi che, da quando qualcuno ha pensato di poterlo chiudere in una teca, anzi in un cassetto insieme al suo ponderoso (e finora sostanzialmente intonso) report sulla competitività, si sta togliendo delle grandi soddisfazioni. L’ex premier non le manda a dire.

Draghi e l’analisi sull’Ai

“L’Ue ospita meno del 5% della capacità di calcolo per l’Ai a livello mondiale – ha affermato Draghi -. Un recente studio stima che aumentare questa quota al 15% entro il 2030, grosso modo in linea con il peso dell’Ue nell’economia mondiale, richiederebbe circa 1.300 miliardi di euro di investimenti. La quota del settore pubblico necessaria per operare il de-risking di questo investimento, stimata in circa 100 miliardi di euro, è la candidata ideale per essere finanziata attraverso il bilancio dell’Ue”. Ecco, questo estratto dal suo intervento all’Eth di Zurigo, può avere almeno tre chiavi di lettura.

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I tre quesiti

Che sta facendo, davvero, l’Ue per rilanciare la sua corsa all’Ai? L’Europa ha davvero la possibilità di dotarsi di un bilancio suo, può scegliere su cosa investire? E quanto? Tutte le contraddizioni, poi, emergono quando togliendosi il macigno dai mocassini ribadisce che la crescita deve essere anteposta a tutto, in Europa. Una solenne tirata d’orecchi a quelli della Bce che, di lui e del suo bazooka, avrebbero voluto cancellarne anche il ricordo. “Delle due forze che guidano il debito, il tasso di interesse viene sempre più determinato al di fuori dell’Europa. La crescita è l’unica su cui l’Europa può ancora incidere”, capito signora Lagarde? “Mezzo punto percentuale di crescita aggiuntiva all’anno, sostenuto fino al 2040, accompagnato dal risparmio di parte delle entrate extra, porterebbe l’Europa a compiere circa un terzo del percorso verso una traiettoria del debito sostenibile”.

Quanti strattoni alla pavida Bruxelles

Detta più chiara: “Una rapida adozione dell’Ai potrebbe aggiungere fino a 0,4 punti percentuali alla crescita della produttività totale dei fattori nel prossimo decennio, e le riforme nazionali unitamente a quelle del mercato unico potrebbero aggiungere all’incirca un altro mezzo punto percentuale all’anno”, ecco.
La lezione che arriva da Draghi, poi, è pure in un altro strattone a Bruxelles. L’Ue deve far da sé, non basta più lasciare che siano i Paesi membri, coi loro bilanci nazionali a far le cose. È un tema, insieme, sia politico che economico. Che mette in luce la clamorosa contraddizione di affidare alle cancellerie nazionali gli obiettivi ma di imporre, contestualmente, mille e mille paletti contabili. Così non va.


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