IN LIBRERIA – Donne che comprano fiori: un’occasione mancata
Ambientato nel cuore del Barrio de las Letras, Donne che comprano fiori di Vanessa Montfort racconta l’incontro tra sei donne molto diverse, le cui vite finiscono per intrecciarsi all’interno del Giardino dell’Angelo, il negozio di fiori gestito da Olivia. Non è un punto di partenza epico o particolarmente originale: ciascuna di loro arriva lì per motivi personali — chi per lavoro, chi per abitudine, chi per riempire un vuoto — ma poco alla volta quel luogo diventa uno spazio di confronto e condivisione.
Tra tutte, Marina è forse il personaggio più centrale. reduce dalla perdita del marito, si trova improvvisamente senza direzione e accetta di lavorare nel negozio, iniziando così un percorso di cambiamento che si riflette anche nelle altre.
Donne che comprano fiori, un romanzo corale
Il romanzo – corale – si sviluppa quindi come un intreccio di storie personali, tra relazioni complicate, desideri inespressi e tentativi di ripartire. Sullo sfondo c’è la città di Madrid, con i suoi bar, il caldo e quell’atmosfera un po’ bohémien che accompagna le protagonistetra confidenze, incontri e scelte difficili. Il tema dell’amicizia femminile è centrale: queste donne si sostengono, si raccontano e, in qualche modo, trovano la forza di cambiare anche grazie al legame che costruiscono.
Nonostante queste premesse, però, molto entusiastiche, la lettura coinvolge ma solo fino a un certo punto. La storia procede senza grandi scossoni e tende a dilungarsi in episodi e dettagli che rallentano il ritmo. Più che un vero sviluppo narrativo, si ha spesso l’impressione di assistere a una serie di momenti accostati tra loro, senza una tensione che tenga viva la curiosità. Anche i personaggi, pur rappresentando situazioni in cui è facile riconoscersi, restano in superficie e non sempre riescono a creare empatia. Un elemento che risalta molto è la componente sentimentale e sessuale, trattata in modo piuttosto esplicito: da un lato contribuisce a mostrare donne libere di vivere se stesse, dall’altro finisce per risultare eccessiva e, a tratti, ripetitiva.
Si percepisce chiaramente l’intenzione dell’autrice di raccontare un percorso di indipendenza e rinascita, ma questo messaggio, pur valido, non basta a compensare una narrazione che manca di incisività. Rimane comunque un libro con spunti interessanti: il valore dell’amicizia, l’idea che si possa sempre ricominciare e il coraggio di cambiare direzione quando la propria vita non ci rappresenta più. Tuttavia, nel complesso, lascia una sensazione di occasione mancata: buone idee, ma uno sviluppo troppo statico per renderle davvero memorabili.
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