Orsini striglia le sigle dell’artigianato: “Chiariscano i loro obiettivi”
Durissimo attacco del capo di Confindustria: "Difendono gli artigiani o i propri bilanci?"
Orsini striglia le associazioni dell’artigianato. Il presidente di Confindustria, in un duro comunicato, ha tuonato: “Le associazioni dell’artigianato devono spiegare se il loro obiettivo sia realmente difendere gli artigiani oppure difendere il proprio sistema di rappresentanza e i propri bilanci”. La questione è di una semplicità lampante. “La revisione della legge quadro sull’artigianato pone una questione fondamentale che non possiamo ignorare: la tutela dei lavoratori, la concorrenza leale tra imprese e la necessità di favorire la crescita del nostro sistema produttivo”.
Orsini contro le sigle dell’artigianato
Il capo degli industriali ha poi spiegato: “Come Presidente di Confindustria, a nome delle oltre 140mila imprese associate e dei quasi 5,5 milioni di lavoratori che rappresentiamo, voglio essere estremamente chiaro: il problema non è l’artigianato. Il problema è chi pretende di utilizzare una definizione giuridica per ottenere vantaggi economici e contributivi che nulla hanno a che vedere con la vera natura dell’impresa artigiana”. E non basta: “Le conseguenze rischiano di essere molto gravi. I lavoratori potrebbero essere penalizzati, perché imprese che svolgono attività sostanzialmente industriali potrebbero applicare condizioni contrattuali e salariali meno favorevoli. Il sistema previdenziale potrebbe essere penalizzato, perché, a parità di attività produttiva, quelle imprese potrebbero corrispondere differenti livelli di contribuzione. Le imprese che investono e crescono potrebbero essere disincentivate dal farlo, pur di rimanere dentro un perimetro di privilegio, con l’ulteriore effetto di creare una concorrenza distorta”.
La rappresentanza nel mirino
Orsini ci va giù come un caterpillar: “Confindustria rappresenta imprese che scelgono liberamente di associarsi – prosegue Orsini – e che ogni anno decidono di rinnovare la propria adesione sulla base dei servizi ricevuti e della rappresentanza esercitata. Nel sistema della rappresentanza artigiana esistono meccanismi di finanziamento e contribuzione differenti, sui quali sarebbe opportuno aprire una riflessione seria e trasparente. Non è accettabile che la crescita del perimetro associativo diventi più importante della crescita delle imprese italiane. L’Italia ha bisogno di imprese che crescano, investano, innovino e paghino salari migliori, non di meccanismi che incentivino le aziende a rimanere artificialmente piccole”.
La moda tra industria e artigianato
Poi si lancia in una forte contrapposizione. “Molte delle nostre imprese industriali realizzano prodotti attraverso lavorazioni artigianali di altissimo livello. Penso alla moda, alla pelletteria e alla manifattura del lusso, dove il saper fare italiano, la manualità e le competenze artigianali rappresentano un patrimonio straordinario e un elemento fondamentale della nostra competitività nel mondo. Non possiamo accettare il paradosso per cui si vorrebbero far diventare artigiane imprese che hanno caratteristiche industriali e, contemporaneamente, si vorrebbe impedire alle imprese industriali di valorizzare e comunicare le lavorazioni artigianali con cui realizzano i propri prodotti”.
La richiesta al governo
“Al Governo chiediamo di continuare il confronto costruttivo che abbiamo sempre avuto, con l’obiettivo comune di sostenere la crescita economica, rafforzare il sistema produttivo e tutelare il lavoro – ha aggiunto Orsini – Alle associazioni dell’artigianato, invece, chiediamo di assumersi le proprie responsabilità e di smettere di presentare come una battaglia a favore delle imprese quella che rischia di diventare una battaglia per ampliare il proprio potere di rappresentanza”.
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