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Ambiente

Rifiuti, bene l’Italia ma aumentano costi per famiglie e imprese

L’Italia si distingue in Europa per l’economia circolare, ma la gestione dei rifiuti presenta ancora diverse criticità. Tra costi crescenti per famiglie e imprese, carenze impiantistiche e obiettivi europei da raggiungere, il settore affronta nuove sfide.

di Giorgio Brescia -


Economia circolare: Italia virtuosa in Europa, ma crescono i costi. L’Italia si conferma tra i Paesi meglio posizionati nell’economia circolare in Europa. Registra infatti un tasso di circolarità superiore al 21%, al di sopra della media europea del 12,2%.

Rifiuti, bene l’Italia

È la fotografia scattata dal report “I Rifiuti in Numeri 2026”, realizzato da Assoambiente e presentato ad Ecomondo.

C’è l’eccellenza nel riutilizzo delle risorse. Il settore della gestione dei rifiuti evidenzia però criticità strutturali e costi in costante aumento.

La spesa media per le famiglie ha raggiunto i 340 euro annui. I costi sostenuti dalle imprese superano i 20 miliardi di euro.

Nel 2024 la produzione complessiva ha raggiunto 202 milioni di tonnellate, spinta dalla crescita dei rifiuti speciali.

Gli altri numeri

A fronte di una raccolta differenziata salita al 67,7%, il riciclo effettivo si ferma al 52,3%.

Il ricorso alla discarica coinvolge ancora il 14,8% dei rifiuti urbani, oltre il target Ue del 10% fissato per il 2035.

Inoltre, i deficit della rete impiantistica costringono l’Italia ad esportare 6,4 milioni di tonnellate di scarti ogni anno.

Come sottolineato dal presidente di Assoambiente Chicco Testa, per completare la transizione circolare occorrono nuovi impianti. Inoltre, servono una riduzione del conferimento in discarica e regole certe per semplificare gli investimenti.

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