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Economia

Salvini avvisa Landini: “Stop sciopero di venerdì”

E Confindustria invita i sindacati a "non inflazionare un'arma potentissima"

di Giovanni Vasso -


Tutto è andato così come previsto: sciopero, ovviamente al venerdì. Con tanto di piazze che ribollono e intemperanze qua e là che sfociano in assalti, come quello a Torino contro la sede della redazione de La Stampa. Disagi per gli utenti che, come al solito, pagano per tutti. Senza mezzi, senza aerei, senza treni. Costretti a piedi, al freddo e al gelo. E, puntuale come ogni venerdì sera (di sciopero), la promessa del vicepremier Matteo Salvini. Che vuole rompere una “tradizione” che proseguirà anche nelle prossime settimane.

Salvini e lo stop allo sciopero di venerdì

E, contestualmente, vuol lanciare un messaggio nemmeno troppo velato al capo della Cgil Maurizio Landini. Che sarà il prossimo a scendere in piazza. Da qui a un paio di settimane. Dal Mit, mentre ancora proseguivano, con le astensioni dal lavoro le manifestazioni a favore della Palestina e contro la manovra del “riarmo”, è arrivato l’impegno. Solenne. “L’obiettivo è evitare che il Paese venga sistematicamente paralizzato soprattutto nel fine settimana”, fanno sapere fonti dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti. Che riportano pure la preoccupazione del ministro che ieri ha seguito “con grande attenzione” le “conseguenze dello sciopero consapevole che nuove agitazioni sono state annunciate anche nelle prossime settimane con l’ormai consueta scelta del venerdì”.

Landini è avvisato

Landini, che si è prenotato la piazza per il 12 dicembre (che cadrà chiaramente di venerdì) è avvisato: “Salvini è determinato a limitare al massimo i disagi per i cittadini: per questo sono allo studio una serie di soluzioni per conciliare in modo più ragionevole le esigenze di chi manifesta con il diritto alla mobilità degli italiani”. Quali? È presto per dirlo. La precettazione ha funzionicchiato. Ma, sul piano politico, diventa un’arma a doppio taglio. Così come lo è diventata la stessa proclamazione degli scioperi. Persino gli industriali sono preoccupati per il futuro dell’istituto. Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria, era a Bologna agli Stati generali della Rinascita quando gli hanno chiesto che ne pensasse dello sciopero di ieri. E di quelli che verranno, a strettissimo giro, nei prossimi giorni: “Inflazionare in maniera eccessiva un’arma potentissima, come quella dello sciopero generale, crea grandissimi disagi e diminuisce anche l’efficacia dello strumento, che, invece, doveva essere una sorta di ultima arma in mano a una certa classe per poter, in qualche modo, proclamare le proprie ragioni”.


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