Vite da strada, al Teatro Belli dipendenze e sogni proibiti
Un locale di spogliarello diventa il crocevia di tre esistenze sospese tra illusioni e desiderio di cambiare vita. È “Vite da strada”, scritto e diretto da Tommaso Agnese, fino all’8 novembre al Teatro Belli di Roma. Con Moisé Curia, Manuela Zero e Francesco Della Torre, affiancati da Paolo Maras, per una produzione 4012 Libertine ST e Lizambri SRLS. Al centro Crisalide, spogliarellista quarantenne che sogna di cantare, Gaetano, arrivato da Tagliacozzo per tentare la carriera cinematografica, e Alfredo, addetto alle pulizie di un club intrappolato nei debiti e nella dipendenza.
È Alfredo a innescare la vicenda: fa credere a Gaetano che il proprietario del locale sia un produttore cinematografico e gli procura un lavoro, sperando di risolvere i propri guai. Crisalide deve insegnare al nuovo arrivato a esibirsi. Tra lezioni e convivenza forzata, la diffidenza lascia spazio ad attrazione, conflitti e un inatteso bisogno di vicinanza. Intanto, Crisalide prepara la propria ribellione: salire sul palco per cantare anziché spogliarsi. Dietro il nome d’arte c’è Anna, donna che vuole essere ascoltata e riconosciuta per la propria voce. Il suo desiderio porta al centro dello spettacolo il rapporto tra corpo e identità, tra lo sguardo degli altri e ciò che ciascuno vorrebbe essere.
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