Il sondaggio sui partiti della Prima Repubblica deve preoccupare la Schlein
Raccogliamo la simpatica provocazione di Youtrend che ha fatto un sondaggio in stile le interviste impossibili – vera fantapolitica per riderci su, che però fa anche riflettere. Al campione è stato chiesto “Se oggi ci fossero ancora i partiti della Prima Repubblica, quale voteresti?”.
Ebbene, primo dato che la dice lunga, gli indecisi che assieme agli astenuti fanno il 35,1 per cento. Sono molti meno di chi si oggi astiene quando si vota sul serio. Prova provata insomma che l’operazione nostalgia ha funzionato. Secondo dato che salta agli occhi – più del primo partito, il Pci con il 25,4 per cento dei voti – il Movimento Sociale Italiano al 14,3 per cento: quota mai raggiunta nella realtà (forse perché ci sono elettori di destra destra delusi da FdI).
Altro dato che dà il polso di come il sondaggio non rispecchi i consensi reali dell’epoca, la Dc ferma al 20,1 per cento. Ma vogliamo soffermarci sulla sinistra: Democrazia Proletaria al 3 per cento, poco meno del Psdi, e Psi all’11,9 per cento. Chi ha scelto il Pci dunque oggi vota Pd? Non tutti: perché i comunisti comunisti (Avs) oggi sono di più di quelli che votavano Dp, sono il doppio.
Quindi il Pd di oggi scontenta di certo l’elettore storico di sinistra sinistra e forse il Pci di ieri intercetta anche i voti del M5S. La lezione che Schlein e soci dovrebbero cogliere dunque è che loro non sono il Pci di oggi – al di là dello svuotamento ideologico e dalla scomparsa (e ci mancherebbe) della falce e martello. Perché il Pd non fa più le battaglie storiche della sinistra, questo è poco ma sicuro.
Un’ultima considerazione: l’area moderata – liberali, repubblicani ecc – ha molti più voti di quella di oggi, ancora più sparpagliata di allora. Significa che gli italiani della Seconda Repubblica sono più estremisti? Secondo noi no, semplicemente oggi (per fortuna) ci sono meno partiti.
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