Vannacci incalza l’esecutivo e l’Ue: “Così pagano solo gli italiani”
Il leader di Futuro Nazionale elenca le sue ricette economiche e accusa Washington per la guerra che ha fatto esplodere i prezzi
Il video arriva nel pieno di una settimana segnata dall’ennesimo balzo dei carburanti e da un governo che, almeno per ora, si limita a inseguire le emergenze con misure parziali. Roberto Vannacci sceglie di colpire a freddo: “Il diesel ormai sfonda i 2.50 al litro”, dice, trasformando il dato in un atto d’accusa contro l’esecutivo Meloni e Bruxelles. La sua è una denuncia che punta a intercettare il malcontento crescente, in un momento in cui Futuro Nazionale, secondo gli ultimi sondaggi, si muove stabilmente sopra la soglia di visibilità, toccando il 6,9 per cento. Un segnale che indica come la retorica del generale stia trovando spazio nel campo della destra identitaria, soprattutto tra gli elettori più critici verso le politiche europee sull’energia.
La stoccata al governo: “Così non si risparmia un centesimo”
Vannacci affonda subito: la “flessibilità” concessa dall’Europa sull’energia verde viene presentata dal governo come un risultato, ma è solo un pannicello caldo. “Non consentirà assolutamente il risparmio di un centesimo sulla spesa corrente degli italiani”, attacca il capo politico di Fn. La critica è frontale. Il governo sarebbe troppo timido e incapace di mettere mano a misure strutturali e di affrontare la crisi energetica con decisione.
L’affondo contro Bruxelles: “Misure antirusse che puniscono solo noi”
Il bersaglio successivo è l’Unione europea. Le politiche antirusse, sostiene Vannacci, finiscono per penalizzare esclusivamente gli Stati membri, “come l’Italia”, che si ritrova a pagare il prezzo di scelte ideologiche di Ursula von der Leyen e compagnia. Da qui la proposta più controversa: importare più gas dalla Russia per riempire gli stoccaggi e affrontare l’inverno “che, altrimenti, oltre che freddo sarà anche salato”.
Le ricette economiche di Vannacci: un’agenda definita, non slogan
Il leader di Futuro Nazionale respinge l’accusa di non occuparsi di economia e snocciola una serie di misure che, a suo dire, ridurrebbero subito la bolletta energetica: ora legale permanente, con un risparmio stimato di 100 milioni l’anno “senza costare nulla”, eliminazione degli incentivi alle rinnovabili in bolletta, che gravano sugli oneri di sistema, con un “risparmio dell’8% per le famiglie”, incentivi a biomasse e biogas, “gli unici combustibili autarchici che abbiamo” e infine riattivazione delle centrali a carbone, per abbassare il costo dell’energia. “Ricette” che Vannacci presenta come un piano organico, alternativo alle politiche europee e alla prudenza del governo. Un’agenda che, nel suo racconto, dimostra che Fn non è solo protesta ma anche proposta.
L’accusa agli Usa: “Questa guerra l’ha voluta Washington”
Il passaggio più politico arriva quando il generale immagina un confronto diretto con von der Leyen: “Bisogna buttare a mare il Green Deal e la carbon tax”, afferma, e “stracciare l’accordo con gli Stati Uniti che ci obbliga a comprare 700 miliardi di euro di gas naturale liquefatto da Washington”. Qui Roberto Vannacci alza ulteriormente il tono, evidenziando che la guerra che ha fatto impazzire i prezzi dell’energia “l’ha voluta proprio Washington”.
La chiusura: “Se mi avessero ascoltato, il diesel costerebbe meno”
“Per fare tutto questo ci vuole coraggio”, conclude, paragonando la necessità di scelte radicali alla battaglia per reintrodurre le preferenze nella legge elettorale. L’ultima stoccata è personale: “Poi dicono che io non parli mai di economia. Ma se qualcuno mi avesse ascoltato, il diesel costerebbe molto di meno”.
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