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Esteri

L’America e l’algoritmo. Tra riflessioni e conflitto civile

Nascono i primi comitati dei cittadini contrari all'intelligenza artificiale

di Ernesto Ferrante -


Nelle settimane che precedono le elezioni di metà mandato, l’intelligenza artificiale è diventata negli Stati Uniti un terreno di scontro che attraversa politica, economia, società civile e persino la sfera religiosa. Il voto quasi unanime della Camera dei rappresentanti sul provvedimento dedicato ai costi dei data center, con 417 favorevoli e appena 3 contrari, è il segnale più evidente di una tensione che non riguarda più soltanto la Silicon Valley, ma l’intero Paese. Il testo, atteso al Senato, chiede agli Stati di valutare nuove normative affinché i colossi dell’IA sostengano i costi dell’aumento della domanda elettrica generata dai loro impianti. “Non scaricate sui cittadini i costi dei data center”, ha dichiarato il repubblicano Bryan Steil, intercettando un malessere che cresce nelle comunità locali.

Proteste e midterm

Secondo analisi pubblicate da New York Times e Washington Post, l’esplosione dei data center sta contribuendo all’aumento delle bollette in diverse aree del Paese, aggravando una percezione di insicurezza economica già alimentata dal rincaro dei carburanti. È un tema che pesa sul voto del 3 novembre. La questione energetica è diventata un indicatore della distanza tra innovazione tecnologica e vita quotidiana, tra promesse di progresso e costi reali sostenuti dalle famiglie. A questo si aggiunge la proliferazione di comitati di cittadini contrari ai nuovi poli dell’intelligenza artificiale, attivi in Stati come Virginia, Ohio, Texas e Arizona. Le loro critiche non si limitano all’elettricità. Riguardano anche l’uso massiccio di acqua per il raffreddamento dei server, l’inquinamento acustico, le agevolazioni fiscali concesse alle aziende tecnologiche e l’impatto ambientale di strutture che spesso sorgono vicino a zone residenziali.

Intelligenza artificiale e Chiesa

Il dibattito, però, non è soltanto materiale. Negli Stati Uniti si sta consolidando una riflessione più ampia sul ruolo dell’IA nella società, alimentata da università, think tank e organizzazioni civiche. La Conferenza episcopale americana ha istituito una task force dedicata alla “salvaguardia della dignità umana nell’era dell’intelligenza artificiale”, affidandone la guida a mons. Oscar Cantú, vescovo di San José, nel cuore della Silicon Valley. La decisione è maturata dopo un incontro con rappresentanti delle principali aziende tecnologiche, convocato in risposta all’appello di Papa Leone XIV nell’enciclica Magnifica Humanitas a “costruire forme di cooperazione” e a promuovere una cultura della responsabilità condivisa.

La posizione dei vescovi statunitensi

Il comunicato dei vescovi è netto. “Il dialogo, hanno precisato, si è concentrato sui modi per mantenere qualunque sistema di intelligenza artificiale al servizio dell’umanità e sull’urgente necessità di affrontare i pericoli reali e presenti che tale tecnologia comporta”. L’episcopato statunitense vede nell’IA non solo un rischio economico o sociale, ma una sfida antropologica. La tecnologia entra nelle case, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni. Ridefinisce la percezione del tempo, modifica il concetto di competenza, altera la fiducia nelle informazioni. Per questo, hanno spiegato ancora i vescovi, è necessario “individuare le vie attraverso cui la Chiesa può contribuire al fondamento morale dei modelli di IA” e spingere le aziende a garantire “supervisione umana” e protezioni contro gli usi impropri.

Un interrogativo che impone risposte chiare

Il risultato è un dibattito a più livelli, che attraversa Washington, le comunità locali, le aziende e le istituzioni religiose. L’intelligenza artificiale è insieme promessa e minaccia, motore di crescita e fattore di disuguaglianza, strumento di progresso e fonte di inquietudine. L’America, che ha costruito la propria identità sulla fiducia nel futuro, si trova oggi davanti a un bivio su come conciliare la corsa all’innovazione con la tutela della vita quotidiana, dell’ambiente, della dignità umana. È una domanda che non riguarda solo la politica, ma la cultura profonda del Paese. E che, come ricorda Papa Leone XIV, non può essere elusa, perché il modo in cui gli Stati Uniti risponderanno a questa sfida dirà molto della società che stanno costruendo.

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