Garlasco, Andrea Sempio da Vespa: “Non vivo più”
L'intervista stasera in onda a Porta a Porta: "Per me giusta condanna a Stasi"
“Non sto vivendo più”, Andrea Sempio torna a parlare e lo fa nel salotto di Porta a Porta da Bruno Vespa. Nella puntata che andrà in onda questa sera su Rai Uno, ha fatto il punto della situazione Garlasco vissuta dal suo punto di vista. E riferisce di sperare di poter “risolvere tutto in udienza preliminare” e di non dover affrontare “un vero e proprio processo con tutti i vari gradi”. Questo perché “per quanto uno si possa sentire sicuro, poi devi riuscire a spiegare le cose in aula e non è così automatico”.
Sempio da Vespa “Non vivo più”
Uno sfogo, o quasi, quello di Sempio da Vespa. “Il pensiero che si possa arrivare al carcere c’è, ma francamente cerco di non pensare a questa eventualità”. Quindi ha proseguito. “L’idea di essere coinvolto in una nuova indagine non mi fa piacere, ma con i miei avvocati eravamo abbastanza pronti”. Dunque è passato a parlare della massiccia presenza mediatica del caso. “Il bombardamento è costante. Accendi la tv c’è solo Garlasco, i social idem. Davanti a casa nostra ci sono giornalisti fissi tutto il giorno. Oggi non sto vivendo, sto o chiuso in camera o dall’avvocato o in trasferta per incontrare i consulenti. Ho paura, chi non l’avrebbe in questa situazione”.
La condanna di Stasi “Per me è giusta”
Sempio poi passa a dire la sua su alcune delle evidenze dell’inchiesta e a Vespa racconta: “L’impronta 33 per me non è attribuibile a me né a nessun altro”. E poi il caso delle calzature misura 42: “Ho sempre indossato il 44. Il 42 proprio non mi sta”. Quindi a domanda diretta, Andrea Sempio spiega di non ritenere un errore la condanna a sedici anni comminata ad Alberto Stasi. “La condanna è giusta. Quando sarà tutto finito sarà difficile ricostruirsi una vita. So che la macchia di assassino che se l’è cavata non te la levi. Purtroppo”.
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