L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Garlasco, Garofano voleva partecipare ai sopralluoghi nella villetta dei Poggi: la pm Muscio disse no

di Lino Sasso -


La richiesta di Luciano Garofano di assistere come osservatore agli accertamenti sulla scena del delitto di Garlasco, ma senza ottenere il via libera della Procura. È quanto emerge dai documenti acquisiti dai magistrati di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta sull’operato del Ris di Parma, all’epoca guidato proprio dal Generale. Atti che aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle attività investigative svolte dopo l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. I documenti raccolti dalla Procura di Pavia raccontano di due distinti tentativi di Garofano di prendere parte alle operazioni tecniche nell’abitazione della famiglia Poggi.

La prima richiesta risale al 3 settembre 2007 e riguarda il sopralluogo programmato per il successivo 5 settembre. In quell’occasione, l’allora comandante del Ris chiedeva di assistere alle attività come osservatore, considerato che “difese interpellate nulla ostano” alla sua presenza. Una seconda istanza, datata 8 settembre, riguardava invece gli accertamenti fissati per il 12 settembre. Garofano motivava la richiesta richiamando il proprio ruolo di comandante del reparto e di ufficiale di polizia giudiziaria. Ma la risposta dell’allora pm di Vigevano, Rosa Musico, fu esplicitamente negativa.

Garofano non era tra i consulenti autorizzati

La motivazione era di natura procedurale. Le operazioni previste rientravano infatti negli accertamenti tecnici irripetibili disposti dalla Procura, ai quali potevano partecipare esclusivamente i soggetti legittimati a farlo, i difensori delle parti e i rispettivi consulenti.

La difesa di Alberto Stasi aveva inoltre depositato una memoria manifestando la propria contrarietà alla presenza di persone diverse da quelle formalmente autorizzate, riservandosi di contestare la validità delle operazioni in caso contrario. Un passaggio significativo perché chiarisce un aspetto fondamentale: essere comandante del Ris non conferiva automaticamente a Garofano il diritto di partecipare a quegli o ad altri accertamenti.

L’incarico tecnico era stato affidato infatti ad altri soggetti in carico al Ris di Parma, Marino e Mattei. E mentre al centro degli accertamenti sull’operato del reparto scientifico dei carabinieri sono finite anche le analisi effettuate all’epoca e la documentazione relativa ai risultati degli esami, le richieste avanzate da Garofano e il diniego della magistratura contribuiscono a definire con maggiore precisione ruoli e responsabilità nelle operazioni investigative del 2007.

La presenza del Generale in casa Poggi

La circostanza riporta alla memoria alcune dichiarazioni pubbliche di Garofano degli anni successivi. Nel periodo nel quale era consulente della difesa di Andrea Sempio, il Generale aveva infatti inizialmente escluso di essere entrato nella villetta dei Poggi, prendendo le distanze da una partecipazione diretta ai sopralluoghi sulla scena del delitto.

Nella sua scia, anche l’avvocato Angela Taccia aveva sottolineato la medesima circostanza. Una ricostruzione successivamente ridimensionata dallo stesso ex comandante, che ha corretto il tiro riconoscendo di aver preso parte ad alcune attività all’interno dell’abitazione.

LEGGI QUI TUTTE LE NEWS SUL CASO GARLASCO


Torna alle notizie in home