Unione Industriali Torino, 120 anni di storia e un patto per la città
Nel 1906 oltre 200 imprenditori fondarono la Lega Industriale, primo nucleo anche di Confindustria.
Ai lavori di quest’oggi hanno preso parte il ministro Urso, il presidente Orsini e il sindaco Lo Russo.
A conclusione della riunione sono state premiate le 17 aziende che sono associate dalla fondazione.
“Verso la nostra comunità noi tutti abbiamo una responsabilità. Facciamo, insieme, un Patto per la città. Imprese, istituzioni, università, parti sociali e società civile. Ognuno con i propri compiti, tutti con obiettivi chiari, risorse, tempi e risultati verificabili”. È questa la proposta che Marco Gay, presidente Unione Industriali Torino, ha lanciato nel corso dell’assemblea che ha celebrato i 120 anni dell’associazione da cui nel 1910 si generò anche Confindustria.
“Il futuro di Torino e quello dell’industria sono indivisibili” ha proseguito Gay, secondo cui “la diversificazione produttiva ci porterà a integrare l’automotive, che vale posti di lavoro, indotto e posizionamento industriale” ma l’industria oggi a Torino è “un distretto fluido, fatto di tutti i settori che sono in questa casa non da oggi, ma da oltre un secolo”. Gay nel suo intervento ha evidenziato anche il ruolo centrale delle infrastrutture come la Torino-Lione, “opere necessarie. Già progettate e, in molti casi, finanziate. Basta rispettare gli impegni e avere tempi chiari e certi. È una questione di fiducia”. “Il trasferimento tecnologico è l’altra leva per la crescita della nostra città. Pensiamo all’aerospazio. A Torino vale 7 miliardi di euro di fatturato, il 50% dell’export del Nord Italia nel settore” ha aggiunto Gay, che ha poi sottolineato il ruolo delle università presenti a Torino, auspicando la creazione di “sportelli universitari dedicati alle PMI, contratti di ricerca semplici e rapidi, dottorati industriali, tirocini e inserimento di ricercatori in azienda” strumenti che rappresentano “una risposta concreta alla fuga dei talenti, offrire ai giovani un luogo dove mettere radici”.
All’assemblea hanno partecipato oltre 700 imprenditrici e imprenditori in rappresentanza del sistema confindustriale piemontese, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, il Ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, il vicepresidente della Regione Piemonte, Maurizio Marrone insieme all’assessore alle Attività produttive, Andrea Tronzano.
“Non vogliamo una competizione sleale tra generazioni, tra lavoratori e lavoratrici, tra imprese. Vogliamo un’industria che cresca insieme a chi ci lavora. Questa era l’ambizione dei nostri fondatori nel 1906. E questa deve continuare a essere la nostra” ha chiarito Gay, richiamando l’urgenza di “riequilibrare il carico fiscale, che oggi pesa su dipendenti e pensionati”. “Per questo non ci convincono misure come l’ampliamento dei regimi di flat tax per le partite IVA e gli autonomi – rimarca Gay – sono misure che finiscono per aumentare la precarietà del lavoro con effetti sul futuro dei nostri giovani, anche quello pensionistico. È una strategia dal respiro corto”. Chiaro il richiamo al ruolo dell’Europa: “Una dimensione decisiva, che non possiamo perdere di vista” spiega Gay, che però avverte: “Se oggi questo progetto vacilla, però, è anche nostra la responsabilità. Se il sogno europeo non attrae è perché non ci crediamo abbastanza”. Di qui anche un forte appello a non tornare indietro verso il protezionismo: “Le imprese che crescono e che innovano devono poter competere in mercati realmente contendibili. Con regole chiare, certe e uguali per tutti” ma “troppo spesso, invece, alla concorrenza opponiamo la protezione, all’apertura la tentazione di chiuderci, la restrizione dei mercati. Ma chiudersi significa perdere le occasioni di crescita che vogliamo difendere. È una strada che non ci porterà lontano”.
“A noi serve una strategia di politica industriale 2.0. Innovazione, Industria, Istruzione e Infrastrutture: le nostre ‘4 I’ sono alla base dell’intelligenza industriale del nostro territorio. Perché oggi l’innovazione ha un nome: intelligenza artificiale. E per scaricarne a terra il potenziale, c’è bisogno di un ritmo diverso. Bisogna pensare ‘out of the box’: chi è alla frontiera dell’innovazione, sta vivendo un futuro che oggi noi neanche vediamo” ha aggiunto Gay, sottolineando come “la Physical AI è la nostra partita. Perché quando l’intelligenza artificiale incontra la manifattura, conta chi sa fare industria. E Torino sa fare industria da oltre un secolo” chiarendo che “non competeremo con Stati Uniti e Cina sui volumi. Ma possiamo vincere dove serve qualità: robotica per ambienti complessi, soluzioni su misura, intelligenza integrata nei prodotti. È questa la nostra autonomia strategica. Qui possiamo difendere la nostra sovranità”. Ma servono infrastrutture all’altezza: “Sui data center non possiamo permetterci di dire no. Vanno realizzati tenendo conto del loro impatto ambientale, ma senza di loro restiamo fuori dal percorso di innovazione” aggiunge Gay.
Nella relazione largo spazio ai giovani che “sono la speranza del Paese. Senza giovani non c’è innovazione, non c’è ricambio, non c’è futuro per le nostre imprese. Il problema è che molti di questi giovani vanno via. Dove gli stipendi d’ingresso sono più alti e i percorsi di carriera più sfidanti” ma “ci sono anche i giovani che non riescono ad andare via. Giovani che la scuola l’hanno lasciata presto. Vivono in periferia, entrano tardi nel lavoro, o ci entrano con contratti brevi, uno dopo l’altro. Ogni buco contributivo di oggi è una pensione più bassa domani. Di tutti loro parliamo troppo, per loro facciamo decisamente troppo poco”. Gay, sottolineando sulla centralità del tema, parlando degli scontri della scorsa settimana ribadisce: “Con quella violenza non saremo mai né comprensivi, né tolleranti”.
A conclusione dei lavori Gay ha chiamato sul palco sei ex presidenti dell’Unione Industriali Torino per premiare le aziende che sono associate sin dal 1906. Si tratta di: Ahlstrom Italia, Becchis Osiride, Elantas Europe (già Albesiano), Faiveley Transport Italia, Ferrino & C., Francesco Lavaggi & Figlio, Giovanni Ambrosetti Autologistica, Italgas, Lanificio di Torino, Lindt & Sprüngli (già Caffarel), Martin Bauer (già Ulrich), Martini & Rossi, Michelin italiana, Skf Industrie, Sta-Società Tecnologie Avanzate, Tessitura Bosio, Vincenzo Bona.
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