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Cronaca

Garlasco, nuovi testimoni nel mirino della Procura: faro sugli inquirenti della prima indagine

di Lino Sasso -


La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco potrebbe presto allargarsi a chi, ormai quasi vent’anni fa, partecipò alle prime indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Dopo le recenti e importanti novità, la Procura di Pavia starebbe infatti valutando di ascoltare alcuni tra investigatori e consulenti tecnici che seguirono gli accertamenti avviati dopo il delitto. Un passaggio che si inserisce nel lavoro investigativo successivo alla chiusura della nuova indagine che vede Andrea Sempio come unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. L’obiettivo sarebbe ricostruire alcuni snodi della prima inchiesta. In particolare, per quanto riguarda gli accertamenti effettuati sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi.

Il nodo delle analisi sui pedali della bici

È proprio la bicicletta dell’allora fidanzato di Chiara, che sta scontando una pena a 16 anni di carcere, a rappresentare uno dei punti sui quali gli investigatori vogliono fare piena luce. Le prime analisi effettuate sui pedali avevano evidenziato la presenza del Dna di Chiara Poggi. Successivi approfondimenti avrebbero però dato esito negativo. Secondo quanto comunicato dalla Procura di Pavia nella chiusura delle nuove indagini, questo secondo risultato non sarebbe stato trasmesso dal Ris di Parma agli inquirenti che all’epoca stavano seguendo il caso. Circostanza che rende ora necessario ricostruire la catena delle comunicazioni. Chi era a conoscenza degli esiti? Quando ne è stato informato? Da chi? Perché, come sembra, il risultato dei secondi test sui pedali non sono usciti dai laboratori? Proprio per rispondere a questi interrogativi è probabile ci saranno nuove convocazioni in procura.

L’altro fronte: l’ipotesi di corruzione

Parallelamente resta da capire quale sviluppo potrà avere un ulteriore possibile filone investigativo. Al centro c’è l’ipotesi di corruzione che riguarderebbe la famiglia Sempio e alcuni componenti della Polizia Giudiziaria incaricati di svolgere le indagini del 2017 sull’amico di Marco Poggi. Sul punto, tuttavia, il quadro è ancora in evoluzione e occorrerà attendere eventuali iniziative ufficiali della Procura per comprendere natura e consistenza degli accertamenti. Il dato certo, al momento, è il trasferimento degli atti da Brescia a Pavia dopo l’archiviazione della posizione dell’ex procuratore aggiunto Mario Venditti.

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