Garlasco, per Luongo “Chi ha sbagliato pagherà”
La presa di posizione si inserisce nelle più recenti evidenze emerse dall'inchiesta della Procura di Pavia
Il comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo
Terremoto a Garlasco: la linea della fermezza dell’Arma e i nodi irrisolti del Ris.
Luongo al Tg1
“Se la magistratura accerterà irregolarità o responsabilità individuali nel passato, la risposta dell’Arma sarà di totale collaborazione, di massima trasparenza e anche assoluta fermezza. Eventuali errori o condotte illecite dei singoli non devono intaccare l’onorabilità di migliaia di carabinieri, né tantomeno il valore del Ris, ma chi ha sbagliato ne risponderà in ogni sede, perché la tutela della legalità viene prima di ogni cosa”. Con queste parole pronunciate al TG1, il comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, ha tracciato una linea netta di demarcazione tra l’Istituzione e gli uomini che diciotto anni fa coordinarono gli accertamenti scientifici sul delitto di Chiara Poggi.
La presa di posizione si inserisce nelle più recenti evidenze emerse dall’inchiesta della Procura di Pavia, che ha convocato e interrogato l’ex comandante del Ris di Parma Luciano Garofano e altri ufficiali dell’epoca per ricostruire una fitta serie di anomalie procedurali.
I principali elementi al centro dei rilievi inquirenti
I verbali d’accesso e la tracciabilità delle credenziali. La presunta mancata trasmissione o condivisione agli atti di esiti analitici sui campioni genetici prelevati dalle unghie della vittima e sulla bicicletta, con testimonianze in Procura che hanno sollevato interrogativi sull’uso di credenziali informatiche personali da parte di operatori differenti e su “vuoti di memoria” legati alle operazioni di laboratorio dell’epoca.
La catena di custodia e le incongruenze nei sopralluoghi. I dubbi avanzati sui verbali redatti nell’imminenza del delitto, con orari, rilievi fotografici e tracciamento delle impronte su cui i magistrati cercano riscontri precisi rispetto a quanto poi confluito nel fascicolo dibattimentale.
La revisione delle perizie scientifiche. L’ipotesi che la catena di comando e di valutazione dei dati scientifici nel 2007 abbia trascurato o escluso piste alternative prima ancora che arrivassero sulla scrivania dei magistrati.
Leggi tutte le news su Garlasco
Torna alle notizie in home