Giorgia Meloni vorrebbe costruire un blocco mediterraneo capace di incidere nell’Unione europea, oggi concentrata quasi esclusivamente sulle emergenze del fronte orientale. Dal vertice Med9 di Spalato è arrivata una conferma. Sicurezza, energia e immigrazione erano formalmente i temi sul tavolo della riunione che ha riunito i nove Paesi Ue affacciati sul Mare Nostrum. Ma il punto più significativo riguarda la battaglia che Roma sta conducendo sui vincoli di bilancio e sulle regole fiscali europee.
Nel faccia a faccia con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e nel confronto con gli altri leader presenti, dalla Francia alla Grecia, dal Portogallo alla Croazia, la premier italiana ha riportato al centro la questione dell’impatto dell’inflazione sui conti pubblici nazionali.
Roma chiede di prendere atto del nuovo scenario
La linea italiana è semplice nella formulazione ma complessa nelle conseguenze politiche. Quando furono approvati i piani europei e le nuove traiettorie di spesa, ha ricordato Meloni, l’inflazione prevista era attorno all’1,8 per cento. Oggi lo scenario è radicalmente cambiato. L’aumento dei prezzi ha generato costi aggiuntivi automatici che i governi devono affrontare indipendentemente dalle proprie scelte. Pensioni indicizzate, assegni sociali, materie prime più costose, investimenti del Pnrr gravati da rincari miliardari. Spese inevitabili che comprimono i margini di manovra.
La premier sta provando a spostare il terreno del confronto europeo. L’Italia non chiede nuova spesa pubblica senza controllo. Spinge invece affinché Bruxelles riconosca una realtà economica diversa da quella immaginata tre anni fa e tenga conto degli effetti inflazionistici nella valutazione delle regole di bilancio. Un ragionamento che trova ascolto anche in altri Paesi mediterranei.
La centralità del Mediterraneo
Dietro il linguaggio tecnico si nasconde un passaggio politico. La presidente del Consiglio cerca infatti di presentarsi come interprete di un’Europa del Sud che rivendica maggiore attenzione alle proprie specificità economiche e geopolitiche. La stessa logica che emerge dal richiamo al “fianco Sud” dell’Unione. Mentre Bruxelles e le maggiori cancellerie europee guardano soprattutto alla guerra in Ucraina e alle tensioni sul confine orientale, Meloni insiste sulla centralità del Mediterraneo, area attraversata da crisi migratorie, instabilità energetica e conflitti che incidono direttamente sugli interessi europei.
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