Caso Yara, la Corte d’Assise respinge la richiesta di nuovi accertamenti sui reperti biologici
No del giudice dell'esecuzione all'istanza presentata dalla difesa di Massimo Bossetti
La Corte d’Assise di Bergamo, in funzione di giudice dell’esecuzione, ha respinto la richiesta avanzata dalla difesa di Massimo Bossetti, condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, di effettuare nuovi accertamenti tecnico-scientifici sui reperti e sui campioni biologici ancora disponibili.
L’istanza era stata presentata dagli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini dopo la recente consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma nel corso delle indagini sul delitto.
Il rigetto della richiesta è arrivato a poche ore dall’udienza. La decisione non chiude tuttavia la strada giudiziaria ai legali di Bossetti, che ora possono valutare la presentazione di un ricorso contro il provvedimento della Corte.
Le parole dell’avvocato Claudio Salvagni
Dopo la decisione della Corte, infatti, la difesa ha annunciato l’intenzione di impugnare il provvedimento. “Faremo sicuramente ricorso. Come ho fatto notare alla Corte ci sono voluti sette anni per vedere le foto, otto ricorsi per Cassazione e oltre 400 pagine di atti solo nella fase esecutiva per arrivare a discutere oggi. Non ci arrendiamo, ci rivolgeremo alla Procura competente”, ha dichiarato all’Adnkronos l’avvocato Claudio Salvagni.
Le parole del legale confermano la volontà del collegio difensivo di continuare a percorrere tutte le strade processuali disponibili per ottenere nuove verifiche sui reperti al centro dell’inchiesta che portò alla condanna definitiva di Bossetti per il delitto della tredicenne di Brembate di Sopra.
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