Bufera in Sicilia, richiesta di arresto per Gaetano Armao
Accanto a lui e all'avvocato Pierluigi Matta, l'inchiesta per corruzione coinvolge figure chiave della politica e dell'imprenditoria legate alle pratiche di autorizzazione ambientale
Una veduta esterna del Palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale siciliana
L’inchiesta su Gaetano Armao: la Procura di Palermo e il nodo delle autorizzazioni ambientali. L’istanza di custodia cautelare avanzata dai magistrati nei confronti dell’avvocato e docente universitario segna un passaggio di forte impatto politico e giudiziario per la Regione Siciliana.
L’ipotesi di reato: corruzione
L’ipotesi di reato contestata dai magistrati guidati dal procuratore Maurizio de Lucia è quella di corruzione. L’inchiesta non riguarda soltanto l’ex numero due di Palazzo d’Orléans, ma coinvolge complessivamente nove indagati: la Procura ha infatti richiesto misure cautelari per altre otto persone, tra cui l’avvocato Pierluigi Matta e diversi imprenditori.
La traiettoria politica: la nascita di Siciliani Liberi e l’approdo ad Azione
La figura di Armao ha attraversato per oltre un quindicennio le dinamiche del potere regionale con collocazioni politiche e ruoli di governo differenziati.
I governi Lombardo e Musumeci
Già assessore ai Beni Culturali e poi all’Economia nella giunta guidata da Raffaele Lombardo, Armao è stato successivamente vicepresidente della Regione e assessore all’Economia dal 2017 al 2022 nella giunta di centrodestra presieduta da Nello Musumeci.
L’esperienza indipendentista ed autonomista
Sul piano politico ha fondato e guidato il movimento autonomista e regionalista Siciliani Liberi, promuovendo le ragioni dello Statuto speciale e della perequazione infrastrutturale.
La candidatura con il Terzo Polo – Azione
Alle ultime elezioni regionali siciliane del 2022, Armao ha interrotto lo storico asse con il centrodestra ed è stato individuato come candidato alla presidenza della Regione per il Terzo Polo, sostenuto ufficialmente da Azione di Carlo Calenda e da Italia Viva, ottenendo l’assegnazione del seggio e posizionandosi come figura di raccordo d’area riformista e liberale.
Il baricentro delle indagini: la Commissione Tecnica per l’Ambiente
A spingere gli inquirenti ad avanzare la richiesta di arresto sono le attività legate all’ultimo incarico pubblico ricoperto da Armao fino allo scorso agosto: la presidenza della Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione Siciliana.
La CTS rappresenta un vero e proprio imbuto procedurale attraverso cui passano le valutazioni d’impatto ambientale (VIA e VAS) indispensabili per lo sblocco di grandi cantieri, impianti energetici, opere pubbliche e progetti immobiliari nell’isola.
Le perquisizioni disposte dalla Procura ed eseguite dalla Squadra Mobile negli studi legali dell’avvocato a Palermo e a Roma, nella sua abitazione e in diversi uffici regionali puntano a ricostruire la filiera di presunte utilità o favori scambiati per velocizzare o condizionare l’iter delle autorizzazioni ambientali.
Accanto a Gaetano Armao e all’avvocato Pierluigi Matta, l’inchiesta della Procura di Palermo coinvolge figure chiave della politica e dell’imprenditoria legate alle pratiche di autorizzazione ambientale: il deputato regionale dell’MpA Giuseppe Geremia Lombardo (perno politico dell’asse autonomista, nipote dell’ex governatore Lombardo), il manager Giuseppe Argirò (amministratore delegato di C&C Engineering), le imprenditrici Benedetta Veruska Costanzo e Pierpaola Costanzo (attive nella gestione di parchi eolici e fotovoltaici tramite società d’investimento), il dirigente d’azienda Mario Lupo e il professionista del settore energetico Marco Malacarne.
La procedura e le garanzie legali
In ottemperanza alle norme di tutela per gli indagati prima dell’eventuale applicazione di misure restrittive, la Procura ha notificato contestualmente l’invito a comparire davanti al Gip per l’interrogatorio preventivo. Sarà il giudice per le indagini preliminari, all’esito dell’interrogatorio delle parti, a decidere se accogliere o meno la richiesta di arresto formulata dai pm per Armao e per gli altri soggetti coinvolti nell’inchiesta.
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